La poesia serve davvero all’uomo? Con questa domanda si è aperta la presentazione del libro “Scripta Aurea” della scrittrice Sara Carvone. Si tratta, per l’appunto, di una raccolta di componimenti poetici di vario genere, che s’incentrano su temi molto ampi, come la spiritualità, la vita e ciò che avviene al suo termine. Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 2021, con l’obiettivo di trasmettere speranza, ma anche di incoraggiare il lettore a compiere un’esperienza interiore verso una conoscenza profonda della propria anima. «Ho sempre avuto una grande passione per la scrittura - ha raccontato l’autrice - All’inizio ero più interessata ai racconti e ai romanzi. Solo più avanti, ho capito che la poesia rappresentava per me un modo più efficace per smuovere la sensibilità del lettore». L’amore per la poesia è nato anche in seguito a un momento difficile della sua vita: la morte della madre quando l’autrice era molto giovane. Un evento che considera tragico, ma che allo stesso tempo è risultato fondamentale nel suo percorso artistico. «L’ispirazione per la mia prima poesia è arrivata in una notte qualsiasi - ha dichiarato Carvone - Mentre guardavo le stelle, mi sono resa conto di quanto la società sia frenetica. Raramente le persone si fermano per osservare ciò che le circonda, o per scoprire quello che hanno dentro». Anche la copertina del libro rimanda a questa particolare sensibilità ricercata dall’autrice. Al centro di uno sfondo celeste, spicca l’albero della vita, che rappresenta due mondi che s’intrecciano: il nostro, quello terreno, e il mondo dell’oltretomba, che non ci è dato conoscere. Un’immagine molto particolare presente in diverse poesie della raccolta, come “L’artista” e “Soldato”. La prima mette al centro l’eredità artistica lasciata da chi ha vissuto prima di noi, un “sussurro” che non tutti sono in grado di cogliere. La seconda, invece, è più personale e si basa su un incubo dell’autrice in cui, trovandosi nei panni di un soldato ferito mortalmente, ha vissuto i suoi ultimi momenti di vita. In particolare, “Soldato” aiuta a riflettere sugli eventi tragici che accadono nel mondo, come disastri ambientali e guerre. «Spesso ci dimentichiamo di cosa significa combattere per la libertà, perché non abbiamo mai conosciuto la guerra - ha spiegato Carvone - Vorrei che le mie poesie fossero anche uno spunto di riflessione, che ci aiuti a comprendere ciò che accade intorno a noi». La sua visione del mondo è figlia delle opere di Zafón e dei poeti persiani come Rumi. Inoltre, la maggior parte delle sue riflessioni è stimolata dalle lunghe chiacchierate filosofiche con suo padre. «Proprio da queste discussioni è nato quello che sarà il tema portante del secondo libro, ancora in fase di progettazione.- ha anticipato Carvone - Posso svelarvi che l’opera sarà una sorta di decalogo sugli errori che l’essere umano non dovrebbe commettere».
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