San Gavino, al liceo “Marconi-Lussu” è stato ricordato il bombardamento su Gonnosfanadiga


di Gian Luigi Pittau
“Ragazzi, se volete che non ci siano più guerre anche in futuro dovete coltivare ogni giorno la pace. Ringrazio il Signore che ci ha permesso di vivere e di tornare all’interno dell’asilo. Se fossimo rimasti tutti nel cortile della scuola sarebbe stata una strage: eravamo in tutto più di 200”. Così Barbara Diana, 83 anni di Gonnosfanadiga, maestra e catechista, ha raccontato a San Gavino Monreale con la voce rotta dall’emozione, con gli occhi e la delicatezza di una bambina l’orrore della guerra e del bombardamento del 17 febbraio 1943 agli studenti e alle studentesse di alcune classi quinte del liceo “Marconi-Lussu” di San Gavino Monreale. Un racconto intenso e carico di emozione che ha fatto sentire agli studenti e ai docenti presenti tutto l’orrore della seconda guerra mondiale: “Quando Gonnosfanadiga venne bombardata – racconta Barbara Diana -  avevo sei anni, era una bellissima giornata di sole e mi trovavo all’asilo. Per fortuna, dopo il pranzo, la maestra ci fece rientrare dal cortile. Dopo pochi minuti una bomba cadde proprio nel posto in cui mi trovavo con altri trecento bambini”. Ha aperto la giornata del convegno “La memoria dei bombardamenti della seconda guerra mondiale” la dirigente scolastica Vincenza Pisanu: “Nel rapporto tra il passato e il presente bisogna avere consapevolezza e coscienza del valore del passato. Il Novecento è il secolo della Shoah, dell’Olocausto, dei totalitarismi. Poi c’è il discorso della Memoria: bisogna dedicarsi alla conoscenza storica andando al di là dell’ideologia e della propaganda”.

Ha sottolineato l’importanza della Giornata della Memoria l’assessora alla cultura Silvia Mamusa: “Il 27 gennaio 1945 è una data fondamentale per non dimenticare l’orrore dei campi di concentramento e di sterminio. Vennero perseguitati non solo gli ebrei, ma anche i Testimoni di Geova, gli omossessuali, i prigionieri politici, ecc. Siamo qui per non dimenticare questa efferatezza che ha prodotto una grande sofferenza”. Gli studenti ascoltano con attenzione i diversi interventi dei relatori come quello dello storico Vincenzo Muntoni che ripercorre i terribili fatti del 17 febbraio 1943 che trasformarono il paese di Gonnosfanadiga in uno scenario dell’orrore tra sangue, urla, pianti, morte e disperazione. Il responsabile della sezione dell’Anpi del Medio Campidano Carlo Marras ha sottolineato il valore di tante persone che si sono opposte a ogni forma di dittatura e in particolare al nazismo e al fascismo nella lotta per la libertà. Infine la docente dell’istituto Laura Stochino ha parlato dei bombardamenti della seconda guerra mondiale in Italia e in particolare in Sardegna dove vennero colpite diverse città a partire da Cagliari ma senza dimenticare il terribile bombardamento (lo spezzonamento) di Monserrato del 31 marzo 1943. Barbara Diana si è rivolta agli studenti con parole semplici e il suo racconto ha scaldato i cuori di tutti i presenti. Il suo è un appello per un mondo migliore partendo dalle nuove generazioni che hanno capito come la pace sia un grande valore da coltivare ogni giorno. Intanto al piano terra negli spazi del liceo delle scienze umane e linguistico di via Paganini gli studenti della prima E, coordinati dalla docente Silvia Mamusa, hanno allestito una bellissima mostra fotografica con immagini in bianco e nero del campo di sterminio di Auschwitz del fotografo di Gonnosfanadiga Matteo Liscia che anni fa si è recato in questo luogo della memoria con la propria nonna.

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