La Regione ha commentato la sentenza n. 144 della Corte costituzionale in materia di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile (FER), evidenziando come la pronuncia confermi il ruolo delle Regioni nella pianificazione del territorio e nella localizzazione degli impianti. La Consulta ha invece dichiarato illegittima la disposizione regionale che prevedeva la sospensione dei procedimenti autorizzativi.
Secondo la Regione, la sentenza ribadisce che la transizione energetica non può assorbire integralmente le competenze regionali in materia di urbanistica, paesaggio e governo del territorio. Viene inoltre riconosciuto il valore della pianificazione territoriale regionale e della specialità statutaria della Sardegna, confermando che le Regioni possono incidere sulla localizzazione degli impianti attraverso i propri strumenti di pianificazione.
La Corte chiarisce tuttavia che tali competenze non possono tradursi in misure generalizzate di blocco o moratoria incompatibili con la normativa nazionale, ma conferma la legittimità del ruolo programmatorio e pianificatorio delle Regioni, prevedendo valutazioni puntuali e caso per caso.

«La Corte costituzionale ha confermato che la Sardegna non è un territorio sul quale le scelte possano essere assunte prescindendo dal ruolo delle istituzioni regionali. La sentenza riconosce il ruolo della pianificazione regionale, valorizza la specialità statutaria e afferma che le Regioni possono incidere sulla localizzazione degli impianti energetici.
È un principio fondamentale perché ribadisce che la transizione energetica deve procedere insieme alla tutela del paesaggio, dell'ambiente e delle comunità locali», ha dichiarato l'assessore dell'Industria Emanuele Cani.

Per l'assessore degli Enti Locali e Urbanistica Francesco Spanedda, «la Regione aveva sostenuto con forza la necessità che le scelte energetiche fossero accompagnate da strumenti di pianificazione capaci di salvaguardare il patrimonio paesaggistico e ambientale della Sardegna. La pronuncia della Consulta conferma la centralità di questo approccio e rafforza il ruolo dell'Autonomia speciale nel governo del territorio».
La Regione ha infine annunciato che proseguirà nella definizione degli strumenti di pianificazione e programmazione previsti dalla normativa regionale, nel rispetto delle indicazioni della Corte costituzionale e con l'obiettivo di tutelare gli interessi paesaggistici, ambientali e socio-economici della Sardegna.
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