Ricordi di Natale (senza guerre)


di Maurizio Onidi

Fino agli anni 70 a Guspini, quando la miniera di Montevecchio era ancora in attività, l’atmosfera natalizia si cominciava a respirarla già dal 4 di dicembre con i festeggiamenti di Santa Barbara, patrona dei minatori, nella frazione di Montevecchio, ex centro minerario per eccellenza. Seguiva poco dopo due giorni, il 6, la festa del patrono San Nicolò e via con le altre festività. Nelle case cominciava un’attività frenetica che coinvolgeva tutti, dai più grandi ai più piccoli. Percorrendo le strade del paese era un continuo mescolarsii di profumi di dolci, pane appena sfornato. Dalla Barbagia scendevano a cavallo con le loro bisacce, i rivenditori di castagne, noci e nocciole. I ragazzi assalivano “Su monti Mannu” alla ricerca del muschio per il presepe che avrebbe partecipato al concorso organizzato dall’oratorio. Dappertutto si respirava un’aria di serenità e di pace. Si, aria di serenità e pace, che purtroppo ora manca. Non lontano c’è la guerra, di cui non sentiamo l’esplosione delle bombe ma le conseguenze economiche che aumentano sensibilmente il numero dei poveri. Ci hanno privato anche di quelle emozioni che mai come in questo momento reclamiamo a gran voce.    

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