La storia del cinema ha inizio a Lione in Francia alla fine del 1800 quando i fratelli Lumiere inventarono il cinematografo, uno strumento capace di registrare sequenze fotografiche la cui durata difficilmente superava il minuto. La prima proiezione ufficiale fu a Parigi il 28 Dicembre del 1895. Da allora la storia del cinema è stata anche la nostra storia; l’invenzione della macchina da presa ci rendeva partecipe di tutti gli avvenimenti accaduti nel nostro pianeta. L’evoluzione delle tecniche di ripresa e degli effetti speciali è andata di pari passo ai locali adibiti alla proiezione, divenuti anch’essi sempre più sofisticati e confortevoli. Durante il secondo conflitto mondiale si andava al cinema per conoscere le sorti della guerra; quando la guerra finì, le gesta eroiche si potevano ammirare dal sedile di un auto: nascevano i primi drive-in, luoghi pubblici all'aperto ai quali i clienti potevano accedere restando a bordo del proprio autoveicolo e godersi lo spettacolo offerto da cinema, bar, ristoranti e quant’altro ancora. L’emergenza epidemiologica provocata dal Coronavirus ha spento le luci di questa avventura che da quella sera del 1895 aveva continuato senza sosta a regalare emozioni. Da Lunedì 15 Giugno dopo la chiusura per il lockdown si è tornati alla normalità, o quasi: ci si può sedere vicini tra congiunti ma rispettando il distanziamento sociale da altri gruppi o persone; non è necessario mantenere la mascherina ed è consentito sorseggiare bevande e sgranocchiare pop corn. Sarà una ripresa lenta; solo verso Ferragosto al momento è ipotizzabile l’apertura di circa l’80% delle sale italiane.
A risentirne maggiormente saranno i cinema che stanno al di fuori dei grossi circuiti, caratterizzati da una programmazione dedicata ai film d’autore: spettatori spesso fidelizzati che dopo la proiezione discutono sui temi proposti dal regista, tra opinioni ed esperienze differenti.
Nella prima fase di riapertura il Governo ha fissato i limiti di partecipazione per gli spettacoli dal vivo, 1000 persone all’aperto e 200 al chiuso; limitazioni che nelle piccole realtà incideranno negativamente non solo nei cinema ma anche nei teatri.
Le compagnie teatrali portate avanti soprattutto dalla passione di attori e tesserati, hanno spesso sofferto la mancanza di spazi adeguati dove esibirsi; i motivi vanno ricercati in elevati costi di gestione e nella carenza cronica di strutture idonee ad accogliere il pubblico. Durante la fase più grigia dell’epidemia spettacoli in streaming e registrati in periodo pre Covid ci hanno fatto compagnia; adesso chi può ha ripreso a provare magari quelle scene immaginate e scritte durante il lockdown. Il futuro almeno nell’immediato complice la bella stagione, sarà garantito dagli spettacoli all’aperto e nelle piazze. Nel frattempo ci si augura che associazioni e amministrazioni concertino insieme soluzioni valide già a partire dal prossimo Autunno, perché il valore sociale del cinema e dei teatri non potrà mai essere sostituito da una tv, seppure di ultima generazione.
A sostegno di quanto sia importante il contatto con il pubblico arriva dalla città di Napoli una idea tanto originale quanto geniale: debutta l’iniziativa “Teatro in Cortile”, dove il cortile condominiale sostituisce il palcoscenico tradizionale.
Il pubblico potrà assistere allo spettacolo direttamente dai balconi dei condomini, equipaggiati di poltroncine numerate disposte in maniera tale da rispettare la normativa Covid in termini di sicurezza.
Non si tratta di un esperimento bensì di un cartellone di eventi: dodici spettacoli a partire da Giovedì 25 Giugno per terminare il 23 Luglio. Anche il luogo scelto non è banale, la location è Palazzo Firrao un palazzo storico della capoluogo campano edificato nei primi anni del XVI secolo.
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