Dopo una chiusura di oltre tre anni riaprono gli sportelli d’ascolto dove potranno andare a chiedere aiuto le donne del Medio Campidano e della Marmilla minacciate e picchiate o vittime di una violenza assurda che spesso si consuma tra le mura domestiche. L’appalto per la gestione del servizio è stato vinto dalla cooperativa Koinos e saranno aperti due sportelli per i 28 paesi del Medio Campidano: uno a San Gavino per tutti i paesi del distretto del Plus di Guspini e l’altro a Sanluri per tutti i centri che fanno parte della Marmilla. Lo comunica l’assessore ai servizi sociali Bebo Casu, impegnato da tempo nella [caption id="attachment_65295" align="alignleft" width="246"]
Bebo Casu[/caption]
soluzione di una vicenda che nei mesi scorsi si era arenata per una lunga serie di intoppi burocratici: «L’appalto avrà una durata di un anno e abbiamo impegnato 66mila euro di finanziamenti regionali: la gestione sarà eventualmente prorogabile per altri due anni e il lavoro che ha portato all’assegnazione è stato seguito dal Plus di Sanluri».
E nel Medio Campidano non mancano i casi di donne che hanno subito violenza o uccise come è successo il 23 settembre 2013 alla villacidrese Marta Deligia.
In questi anni sono state numerose le manifestazioni organizzate dai diversi paesi e in tanti sollecitavano la riapertura del servizio.
«Dopo anni di attenzione e di attesa - aggiunge l’assessore Bebo Casu - viene riattivato un servizio importantissimo, che sarà strumento in particolare per le donne di tutto il nostro territorio: speriamo che, supportate, possano liberarsi dalle violenze e dai soprusi che purtroppo esistono».
Sulla stessa linea Silvia Mamusa, assessora alle pari opportunità «il riavvio del centro antiviolenza favorirà i percorsi di assistenza e intervento a favore della sicurezza delle donne che vivono situazioni di maltrattamento e abuso».
Una situazione che si avvia a soluzione anche se sono passati tanti anni come evidenzia il consigliere Nicola Garau: «I centri sono chiusi da troppo tempo, vanno riaperti senza perdere altro tempo».
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