Sulla necessità di rimuovere gli ostacoli ancora presenti nelle procedure di spesa pubblica ha insistito anche il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus. Soprattutto, ha precisato, quando siamo di fronte a “soldi ben spesi”.
La situazione della Sardegna, ha osservato Rossella Pinna del Pd, presenta luci ed ombre. Da una parte la Regione si distingue per la “buona assistenza” ma dall’altra esistono ancora troppe differenze di trattamento che gravano su bambini e famiglie, senza dimenticare le donne che spesso sono costrette a lasciare il lavoro per seguire meglio i bambini malati.
Specialisti ed associazioni hanno messo in evidenza che la lotta al diabete (132 nuovi casi nel 2019) è innanzitutto una sfida a tutto campo, che va dalla prevenzione alla comunicazione sugli stili di vita più corretti, dalla sanità alla famiglia ed alla scuola. I malati diabetici non vanno isolati, inoltre, ma sempre più inclusi: per questo consulte, centri di coordinamento e tavoli tecnici su questioni specifiche devono diventare organismi stabili ed efficienti. Un sistema sanitario è etico, è stata la sintesi, quando si assume la responsabilità delle persone e collabora con le associazioni e la comunità scientifica.
Nelle conclusioni il presidente della commissione Domenico Gallus ha dichiarato con soddisfazione che “sulle cose davvero importanti il Consiglio regionale c’è”. E’vero, ha riconosciuto, che abbiamo un certo ritardo ma, proprio per questo, dobbiamo concentrare i nostri sforzi verso standard migliori, anche coinvolgendo nuove figure specialistiche.
Questo è lo spirito giusto per trovare soluzioni, ha commentato l’assessore della Sanità Mario Nieddu. La pandemia ci ha fatto saltare un po’ di programmi, ha poi ricordato, ma recupereremo nella direzione di aumentare il benessere complessivo dei pazienti, stare al passo con il progresso tecnologico e sviluppare la diagnosi personalizzate.
Nel corso della seduta è stata discussa anche una interpellanza del consigliere di Udc-Cambiamo Giorgio Oppi sul fabbisogno di personale in sanità e l’assegnazione dello stesso alla diverse sedi nel territorio. A giudizio del consigliere, che ha preso lo spunto da una selezione Ats del dicembre scorso per contratti a tempo determinato, questa programmazione è stata attuata senza un confronto con l’assessorato provocando vuoti di organico in molte realtà (in ruoli coperti da agenzie di somministrazione e cooperative) e prevedibili disservizi in funzioni strategiche come il Cup ed il servizio ticket.
Il commissario Massimo Temussi ha risposto che la linea dell’azienda, coerente con le indicazioni nazionali, è quella di privilegiare i concorsi pubblici tenendo all’interno di una certa “quota” il personale delle agenzie. Inoltre, le selezioni effettuate hanno tenuto conto dei piani di fabbisogno predisposti dalle aziende locali e, per quanto possibile, delle indicazioni fornite dallo stesso personale per quanto riguarda la “prossimità” ai luoghi di residenza. (a. f.)
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