Christian Solinas[/caption]
“Il Covid – prosegue il Presidente – ha cambiato il modo di concepire la sanità nel mondo. Investire negli ospedali e nei servizi del territorio è stata la nostra priorità ancora prima che la pandemia arrivasse nell'Isola e lo è ancora di più oggi. Proseguiamo su questa strada guardando al futuro, tutelando la salute dei sardi”.
Dodici complessivamente gli ospedali indicati nella rimodulazione degli interventi, cinque (San Camillo a Sorgono, A. Segni a Ozieri, Paolo Merlo a La Maddalena, Cto a Iglesias e Nostra Signora di Bonaria a San Gavino Monreale) i presidi che si aggiungono a quelli già precedentemente inclusi nel Piano regionale.
“Dall'inizio dell'emergenza abbiamo realizzato numerosi interventi sui nostri ospedali. L'investimento approvato – dichiara l'assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – consentirà ulteriori adeguamenti dei pronto soccorso anche attraverso l'ampliamento degli spazi e, in alcuni casi, la realizzazione di nuovi volumi e la predisposizione di aree specifiche come zone dedicate alla gestione dei casi sospetti in attesa del risultato del tampone, aree di isolamento, ma anche semplicemente la dotazione di nuovi macchinari e strumentazione”.
“Le modifiche apportate al Piano – prosegue l'assessore – rispondono alle esigenze legate all'evoluzione del quadro pandemico sul nostro territorio, puntando a consolidare quanto fatto finora migliorando la sicurezza e l'efficienza dell'intero sistema dell'emergenza e urgenza, senza trascurare i presidi periferici”.
La rimodulazione degli interventi, secondo i nuovi fabbisogni indicati dalle Assl, riguarderanno, in sintesi, gli ospedali: Giovanni Paolo II, Olbia (2,3 milioni di euro); Paolo Dettori, Tempio Pausania (1,6 milioni); Civile di Alghero (2 milioni); A. Segni, Ozieri (2,4 milioni); San Camillo, Sorgono (223 mila euro); Paolo Merlo, La Maddalena (398 mila); Marino, Cagliari (868 mila); Cto, Iglesias (245 mila); San Marcellino, Muravera (687 mila); Nostra Signora di Bonaria, San Gavino Monreale (4,6 milioni); Nostra Signora della Mercede, Lanusei (925 mila); A. G. Mastino, Bosa (516 mila). (v.m.)
© Riproduzione riservata