Rapporto Iares, a rischio nell'isola 50mila lavoratori e 120mila nuovi poveri


di Gianni Vacca
Un analisi poco rassicurante per il futuro dell'isola emerge da un rapporto Iares recentemente commissionato dalle Acli il quale  prevede, effetto coronavirus, un forte incremento della disoccupazione e un ulteriore esercito di nuovi poveri. Secondo questi dati ci sarebbero infatti tra i 25.000 e i 50.000 tra lavoratori autonomi, lavoratori non tutelati e lavoratori dipendenti da aziende private che potrebbero perdere il posto di lavoro. Drammatica anche la fascia di povertà estrema della quale entrerebbero a farne parte circa 120.000 nuove persone che andrebbero così  a ingrossare le fila dei 167.000 poveri assoluti già presenti in Sardegna. Un autentico dramma. Le Acli che hanno commissionato il rapporto attraverso il suo  massimo responsabile regionale Franco Marras lanciano l'allarme: "Per non far saltare il già delicato sistema sociale sardo - dice il Presidente - occorre fare in fretta e bene. Servono risorse a fondo perduto e un rafforzamento delle politiche attive sul lavoro". Uno sguardo anche alla burocrazia spesso colpevole di tempi troppo lunghi al punto di rendere inutili e inefficaci  molti interventi perché erogati con forti ritardi:" Per un controllo sociale più attento - conclude Franco Marras - andrebbero  messe al centro le comunità locali più vicine e  in grado di un maggior controllo sociale. Verrebbe così cancellato quello burocratico spesso più costoso delle stesse erogazioni".

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