>La storia che oggi andiamo a raccontare, parla dell'azienda artigiana dei figli e nipoti di Raimondo Angius, sicuramente una delle dinastie più longeve nel settore della lavorazione del ferro che operano nel tessuto produttivo di Guspini. La racconta Corrado Angius, amministratore della Carpenteria Matallica di Corrado Angius & C. snc, figlio di Carlo e nipote di quel Raimondo Angius, meglio conosciuto come "ziu Mundiccu". Come nelle favole che si rispettano, la storia comincia con la tipica espressione: c'era una volta ... Proprio così, c'era una volta la miniera di Montevecchio, nella quale il giovane Raimondo lavorava come saldatore, lavoro duro come tutte le attività connesse allo sfruttamento del sottosuolo.
«Terminato il lavoro quotidiano in miniera, mio nonno», afferma Corrado Angius, «si dedicava a fare dei lavoretti in economia per arrotondare la paga, insufficiente per mandare avanti la famiglia che cresceva anche di numero. Lo scontro tra operai e direzione di Montevecchio, a seguito dell'imposizione del patto aziendale del 1949, ebbe come conseguenza, il licenziamento per motivi politici, di centinaia di dipendenti iscritti o semplici simpatizzanti del vecchio partito comunista ancorché fossero degli ottimi operai». Raimondo Angius fu uno di questi. «La situazione di crisi, venutasi a crear», aggiunge Corrado Angius, «imponeva soluzioni immediate. Con la determinazione che lo contraddistingueva, nonno decise di continuare a fare l'unico lavoro che conosceva bene: lavorare il ferro». Si era chiusa una porta e si aprì un portone. In una bottega artigiana, ricavata in un locale sottostante la propria abitazione in via Milano, mise a frutto l'esperienza acquisita negli anni alle dipendenze della miniera. Ironia della sorte volle che anche per l'azienda che lo licenziò per anni eseguì lavori di manutenzione e riparazione delle macchine che trasportavano il minerale da Montevecchio alla fonderia di San Gavino. Il lavoro cominciò a girare per il verso giusto e aumentava di giorno in giorno e "ziu Mundiccu", fatta eccezione per la figlia Mirella, nel 1967, coinvolse i quattro figli maschi: Carlo, Renzo, Paolo e Sandro nell’attività artigianale. Costituì la Raimondo Angius e figli e nella nuova officina di via Bologna, più spaziosa e strutturata, per consentire di soddisfare al meglio le richieste dei clienti, insegnò ai giovani figli, la nobile arte della lavorazione del ferro che andava dalla carpenteria metallica alla riparazione di attrezzi per l'agricoltura. Con il passare degli anni, i figli di nonno Raimondo si formarono e si specializzarono, ciascuno in un settore ben preciso: Carlo nella realizzazione di cancelli, ringhiere, inferriate e strutture metalliche; Renzo nella lavorazione dei primi infissi in alluminio; Paolo nella lavorazione e riparazione di cassoni e sponde per autocarri e rimorchi mentre Sandro si dedicò alla riparazione e realizzazione di attrezzature per l'agricoltura. «Nel 1979, visto lo sviluppo aziendale avuto», prosegue Corrado Angius, «decisero di trasferirsi in un locale più spazioso. Venne costruito un capannone di circa 800 mq. in zona "Is Arais”».
A questo punto il racconto di Corrado diventa più preciso e dettagliato: «Nel 1985, appena diplomato, entrai alle dipendenze della F.lli Angius, di recente costituzione e da lì a qualche anno arrivarono anche i miei cugini Gianluca e Raimondo. Il nostro ingresso segnò certamente un importante cambiamento nella struttura aziendale, grazie anche alla nostra preparazione scolastica. I risultati non tardarono ad arrivare. Io nella lavorazione del ferro battuto, Gianluca migliorando ed ampliando la gamma degli infissi in alluminio e Raimondo sviluppando il commercio del gas industriale». Gli occhi di Corrado diventano lucidi quando ricorda: «nel 1989, nonno Raimondo, il capostipite, viene a mancare, ma sono certo che sarà stato molto felice nel vedere la prosecuzione da parte dei nipoti dell'attività intrapresa da lui tanti anni addietro».
A seguito dell'uscita dalla società di Paolo e Sandro e del decesso di Carlo e Renzo, nel 2008, i nipoti di ziu Mundiccu, autonomi in tutto e per tutto, fecero il grande salto di qualità: trasformarono ancora una volta la ragione sociale della società in Carpenteria Metallica di Corrado Angius e & snc, nella quale entrarono i cugini Gianluca e Raimondo. Venne venduto il capannone di "Is Arais" e si trasferirono nel nuovo stabilimento, acquistato nella zona industriale di Guspini.
Come ci si sente a mandare avanti un'azienda così importante, complessa da gestire e ricca di storia? Corrado con semplicità e consapevolezza delle responsabilità che ricadono sulle sue spalle e su quelle dei cugini Gianluca e Raimondo, risponde: «È un momento molto difficile per chiunque, in modo particolare per le piccole imprese artigiane come la nostra che comunque ha in forza sette persone. Stare sul mercato significa aggiornamento costante, studiare nuove tecniche di lavorazione per ampliare il catalogo dei prodotti azienda. Nonostante la nostra giovane età, tra cugini c'è perfetta intesa e questa ne fa una squadra affiatata e sintonizzata sulla stessa frequenza. Collaboriamo con studi di architettura per la realizzazione di opere in località turistiche del nord Sardegna ma non trascuriamo gli altri settori, dal pubblico al privato».
«Dalla nostra», puntualizza Corrado Angius, «abbiamo avuto la fortuna di avere dei buoni maestri nei nostri genitori che a loro volta hanno seguito i saggi consigli di nonno Mundiccu per il quale il lavoro e la famiglia erano le priorità assolute. Il lavoro va cercato e seguito con serietà, competenza e onestà. Solo, attenendoci a queste regole elementari, il mercato continuerà a premiarci e consentirci di far sì che i nostri figli, possano prendere il nostro posto e continuare ancora la favola degli Angius».
Ziu Mundiccu Angiusu forse non aveva mai letto o studiato Einstein, inconsciamente però non solo ne condivise il pensiero ma lo mise in pratica, coniugando la saggezza con la filosofia.
Maurizio Onidi
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