È mancato il tempo Per conoscerti davvero È stato Uno strappo In un ordito ben tessuto Una mano ha sradicato La tenera piantina Appena nata Che già si ambientava A quel terreno Pieno Di alberi e profumi e voli Di sparvieri e aria che viene dal mare Mare aperto vasto e violento sotto il maestrale Quel tempo Ritrovato negli anni a venire Per capire Quella casa su quel cocuzzolo, quelle stanze Diventate strette Quella stradina a strapiombo Quella si Ben viva nella memoria Come solo un luogo della memoria Può restare Per me e per chi Straniero È passato lassù Tutte quelle curve e la strada Bianca Stretta Come una mulattiera Fino a quelle poche case E, dopo La discesa Scoscesa Tra le rovine di una miniera che tante vite Ha racchiuso e deluso Cos’è rimasto adesso? Solo una vecchia fotografia Da sovrapporre a questa nuova geografia Dentro e fuori di me E pochi nomi che in un’altra terra Hanno poco da dire Gragonti di Ingurstosu di Arbus Eppure la piantina aveva già attecchito E dovunque con le radichette al vento non smette Di tentare un trapianto *Da ”Ancora la vita” Cuec editore
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