Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la nuova legge organica sul sistema regionale di Protezione civile, una riforma composta da 39 articoli suddivisi in sette titoli che aggiorna il quadro normativo fermo al 1989 e recepisce il Codice nazionale della protezione civile, adattandolo alle specificità territoriali e alla condizione di insularità della regione.
Il provvedimento nasce dall’esigenza di adeguare il sistema regionale a uno scenario caratterizzato da incendi boschivi sempre più frequenti, eventi meteorologici estremi e dissesto idrogeologico diffuso. La riforma punta così a rafforzare l’intero ciclo della gestione del rischio, intervenendo sulle fasi di prevenzione, preparazione, risposta alle emergenze e ripristino delle normali attività.
La legge definisce una governance multilivello che coinvolge Regione, Province e Comuni all’interno di un sistema coordinato con le strutture operative statali previste dal Codice nazionale. Il presidente della Regione viene confermato come autorità regionale di Protezione civile, mentre i sindaci mantengono il ruolo di autorità locali. Fulcro operativo sarà la Direzione generale della Protezione civile regionale, che comprende il Centro funzionale decentrato per il monitoraggio meteorologico e idrogeologico, la Sala operativa regionale integrata e la Sala operativa unificata permanente dedicata al coordinamento antincendio.
Tra le principali novità figurano gli Ambiti territoriali di Protezione civile, un livello operativo intermedio tra Comuni e Province pensato per garantire una presenza più capillare del sistema nei territori e tempi di risposta più rapidi, soprattutto nelle aree più isolate. La pianificazione sarà articolata su quattro livelli – regionale, provinciale, territoriale e comunale – con un “Piano regionale” di validità triennale soggetto ad aggiornamento annuale.
La riforma introduce inoltre una distinzione tra stato di mobilitazione e stato di emergenza regionale. Il primo consente l’attivazione della Colonna mobile regionale e del volontariato organizzato per il supporto agli enti locali; il secondo, deliberato dalla Giunta regionale, può durare fino a dodici mesi prorogabili e attribuisce al presidente della Regione poteri straordinari attraverso specifiche ordinanze.
Particolare attenzione viene riservata anche alle infrastrutture tecnologiche, con il rafforzamento del Sistema informativo della protezione civile e della rete radio regionale per le comunicazioni in emergenza. Prevista inoltre l’istituzione di due fondi dedicati: uno destinato agli investimenti in prevenzione e potenziamento del sistema, l’altro agli interventi urgenti e ai contributi per enti locali, cittadini e attività produttive colpite da calamità.
La legge riconosce un ruolo centrale anche al volontariato organizzato, prevedendo una rappresentanza strutturata su più livelli e la possibilità di stipulare convenzioni operative con la Direzione generale della Protezione civile. Sul fronte della formazione nascerà invece la Scuola regionale di Protezione civile e salvaguardia del territorio, accompagnata da un piano triennale dedicato a formazione, informazione e addestramento.
Istituita infine la Giornata regionale della Protezione civile, che si celebrerà il 23 settembre per valorizzare il contributo di operatori e volontari.
«Con questa legge la Sardegna ridisegna la cultura operativa della propria Protezione civile, spostando il baricentro dall’emergenza alla prevenzione e consolidando un modello moderno e resiliente a tutela delle comunità e del territorio» ha dichiarato il direttore generale della Protezione civile regionale Mauro Merella.
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