Bloccato lo scorso anno dalla pandemia, il popolare gruppo di amanti del pedale di Lugano è tornato in sella, ma ha pure ripreso la tradizione, che prevede l’assegnazione di un premio alla carriera. Dopo Tony Rominger, Rubens Bertogliati, Stefano Garzelli, Paolo Bettini, Ivan Basso, Oliver Zaugg e Nicole Brändli, ora tocca a un campione che è sceso troppo presto dalla bicicletta: il villacidrese Fabio Aru, che ha annunciato la fine della sua carriera, a soli 31 anni. Il corridore sardo, stabilitosi da tempo a Lugano, è incappato in una lunga serie di complicazioni fisiche, che, negli ultimi anni, gli hanno impedito di rinnovare l’appuntamento con i prestigiosi trionfi che avevano caratterizzato la prima parte della carriera. Su tutti, la vittoria alla Vuelta di Spagna del 2015; i tre successi di tappa al Giro d’Italia, in altrettanto entusiasmanti tappe di salita; i due podi conclusivi nella Corsa Rosa (terzo nel 2014, secondo nel 2015); infine gli ultimi acuti che risalgono al 2017, il titolo di campione italiano sull’impegnativo tracciato del Giro del Piemonte, e l’arrivo in solitaria alla Planche des Belles Filles, in un Tour de France che lo ha visto vestire la maglia gialla e concludere al quinto posto. Poi purtroppo una lunga serie di acciacchi che ha indotto Aru a gettare prematuramente la spugna. Con questo riconoscimento, i 30 Saggi Arrotini vogliono rendere omaggio ad un corridore di talento che ha eletto il Ticino a luogo in cui vivere. Con l’auspicio che anche da ex, lo si possa incontrare sulle nostre strade per dare qualche colpo di pedale insieme e fare quattro chiacchiere.
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