In Italia il diritto allo studio è garantito dallo stato attraverso enti regionali e locali. Questi si occupano di offrire vari servizi agli studenti universitari tra cui, i più importanti, le borse di studio e le case dello studente. A Cagliari, per le borse di studio, la situazione sembrava essersi stabilizzata. Gli idonei non beneficiari erano in numero ridotto. Quest’anno il bando è stato modificato e si è formata una graduatoria separata per i giovani che hanno scelto di usufruire dei nuovi crediti bonus “covid-19”. Nessuno all’interno di essa è risultato idoneo beneficiario. In totale, 439 studenti tra le due graduatorie sono rimasti senza borsa di studio pur avendo tutti i requisiti. Per questo motivo, una studentessa iraniana ha lanciato una provocazione sulla pagina instagram della lista universitaria “Progetto Studenti”. Da subito si è messa in moto la macchina della solidarietà che portato a una raccolta firme sulla piattaforma change.org (https://www.change.org/ERSUCagliari-borsedistudio). La raccolta ha ormai superato le 13000 firme, grazie anche al lavoro svolto dalla piattaforma. Gli studenti chiedono “a gran voce che vengano subito trovati i fondi per garantire a tutti il diritto allo studio e per far diventare beneficiari tutti gli idonei”. Le borse di studio, soprattutto in Sardegna, dove la dispersione scolastica è alle stelle, sono l'unico strumento che permette a migliaia di giovani di continuare il percorso universitario e di laurearsi. L’ente intanto non ha fornito alcuna risposta ufficiale. Il silenzio è un’altra caratteristica che ormai da mesi gli studenti lamentano. La gestione dell’Ersu nei mesi di emergenza ha fatto sì che più volte gli studenti e le studentesse dell’università di Cagliari scendessero in piazza per ottenere i propri diritti calpestati. La petizione è ancora aperta è può essere firmata. Verrà poi consegnata all’ERSU e a gli altri enti di competenza.
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