Dai dati pubblicati dall’Inps, si può rilevare che le pensioni integrate al minimo superano il 50% delle pensioni erogate in generale e che, conti alla mano, la spesa pensionistica, dedotta l’assistenza, sarebbe in grado di soddisfare le esigenze dei pensionati, anche per le future generazioni.
Allora, perché caricare sui contributi pensionistici versati dai lavoratori anche gli oneri derivanti dall’assistenza, quando invece questi dovrebbero gravare sulla fiscalità generale? Perché solo sui lavoratori e non su tutti i possessori di reddito?
Già, è molto più semplice aumentare l’età pensionabile in relazione ad un aleatorio allungamento della vita media, con la speranza, peraltro, che si realizzi anche l’ipotesi prospettata dal Fondo Monetario Internazionale! Poveri noi!
Intanto gli anziani, invece della serenità che meriterebbero, sono aggrediti dalla preoccupazione per il loro futuro, breve o lungo che sia, non tanto per l’eventuale contributo di solidarietà che già erogano in favore dei propri figli e dei propri nipoti, quanto per le ipotesi formulate dal Fondo Monetario Internazionale, velatamente supportate dalla Comunità Europea. Che qualcuno ipotizzi veramente qualche intervento di hitleriana memoria? Toccando ferro e quant’altro capace di scacciare il pericolo, ogni anziano comincia a rimuginare in cuor suo intorno alle varie ipotesi, scartando a priori quella della guerra che, di fatto, porterebbe alla morte molti giovani più che di anziani. Su un’altra ipotesi, invece, si soffermano con terrore, poiché supportata da tanti fatterelli che sembrano supportare tale ipotesi, storia dei nostri giorni: le pestilenze! Naturali o indotte? Chissà!
Si scopre quotidianamente che molti farmaci, da tempo utilizzati anche in larga misura perché considerati “salvavita”, sono ritirati dal commercio poiché contenenti sostanze “cancerogene”, mentre altri, di provata efficacia contro i più ricorrenti mali del secolo, scompaiono misteriosamente dalle farmacie. Se a tutto ciò si aggiunge che per prenotare un esame o una visita specialistica esistono file di attese spesso superiori ai dodici mesi, il quadro appare abbastanza completo senza considerare, peraltro, che in molti ospedali periferici stanno chiudendo, giorno dopo giorno, una miriade di reparti e che anche gli Ospedali che vanno per la maggiore, sono costretti a operare a regime ridotto a causa della carenza di personale medico e infermieristico.
Per quanto sopra, mentre si augurano che i politici riescano a trovare le soluzioni più appropriate per assicurare alle giovani generazioni ciò di cui hanno bisogno senza dover sacrificare i loro nonni, confidano nella bontà dell’Onnipotente Iddio, perché sia lui a decidere sulla loro permanenza su questa terra e non il Fondo Monetario Internazionale o chi per lui!
Francesco Diana
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