Per Classicalparco, Paolo Arrivabeni dirige l’Orchestra del Teatro Lirico nell’Arena del Parco della Musica di Cagliari


Venerdì 24 e sabato 25 luglio alle 21, prosegue, con il secondo appuntamento, classicalparco, l’attività musicale estiva 2020 del Teatro Lirico di Cagliari che comprende lirica, concerti e danza e che, a sua volta, ha inaugurato, venerdì e sabato scorsi, la nuovissima Arena all’aperto del Parco della Musica di Cagliari (piazza Amedeo Nazzari). Finalmente il Teatro Lirico di Cagliari ha spalancato di nuovo le porte al suo pubblico e il sipario si è alzato su uno spettacolo dal vivo, dopo la chiusura forzata di oltre 4 mesi dell’intera struttura, a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, che ha bruscamente interrotto, il 4 marzo, le stagioni musicali in corso. [caption id="attachment_72052" align="alignleft" width="556"] Paolo Arrivabeni (foto Priamo Tolu)[/caption] Classicalparco propone 12 serate di spettacolo (fino al 14 agosto), per 6 distinti programmi musicali tutti replicati il giorno successivo, con inizio sempre alle 21, e vede in primo piano l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari, quest’ultimo diretto da Donato Sivo ed impegnato in tre programmi di assoluta rilevanza. L’Arena all’aperto del Parco della Musica è una nuova, importante struttura per spettacoli della città, situata nella piazza Amedeo Nazzari tra il Teatro Lirico e il Conservatorio di Musica, che viene inaugurata quest’anno in forma “ridotta”, a causa del rigoroso rispetto delle normative di sicurezza sanitaria anti Covid-19.  L’Arena prevede una platea di 1250 sedute, utilizzabili solo per 490 posti numerati a causa del distanziamento interpersonale imposto. Questa settimana sale sul podio Paolo Arrivabeni, direttore lombardo, stimato in tutto il panorama nazionale ed internazionale, che ritorna a Cagliari dopo aver diretto La Traviata (luglio 2004), Simon Boccanegra (giugno 2005) e Macbeth (ottobre/novembre 2019) e a cui spetta il compito di dirigere l’Orchestra del Teatro Lirico in un programma che include due trascinanti pagine russe (Glinka e Čajkovskij) e una, affascinante e di raro ascolto, inglese (Elgar).

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