“Per realizzare questa radicale alternativa serve un Partito democratico in grado di costruire una coalizione ampia – spiega Deiana - democratica, pluralista, dell’autogoverno e dell’autodeterminazione. Uno schieramento che parli non di se stesso ma della Sardegna: di poveri, di periferie, di paesi, di pastori, di alleanza fra aree urbane e aree rurali, di innovazione, di crisi climatica e di vera transizione energetica. Per raggiungere questo obiettivo ci vuole un congresso vero del partito, il cui fine unitario sarebbe l’esito di un percorso che si realizza anche dalle proposte chiare che si sono sviluppate nel nostro documento tematico. Il Pd ha bisogno di eleggere un Segretario autorevole e non un mero gestore dello status quo, il nuovo Segretario deve essere interprete di una linea politica chiara, capace di ristrutturare il partito, di aprirlo alla società esito e conseguenza di un processo che non parte dai nomi ma dalle cose da fare per la Sardegna e per i sardi”.
“Il nostro documento è stato sottoscritto da decine di iscritti e militanti – puntualizza Deiana - pertanto dovrebbe indurre i più avveduti interlocutori a praticare le ragioni dell’unità e della riconciliazione piuttosto che ad enunciarle solamente”.
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