Pavimento pelvico e attività motoria


di Irene Carboni*
È spesso trascurato, o meglio spesso ignorato, soprattutto in ambito sportivo e nel mondo del fitness. Impegnati ad allenare o a fare allenare altri muscoli, quelli più estetici, spesso si ignora la fascia muscolare a mio parere la più importante: sto parlando del pavimento pelvico. Entriamo nel dettaglio: cosa è? Possiamo definirlo come un “lenzuolo” muscolare che dalla sinfisi pubica si estende posteriormente al coccige, legandosi lateralmente alle tuberosità ischiatiche. In tale modo chiude in basso la regione addominale, permettendo il contenimento di vescica, uretra, vagina nella donna e apparato ano-rettale. Un pavimento pelvico mal funzionante o una sua mancata percezione e consapevolezza può comportare gravi disfunzioni, quali incontinenza urinaria e fecale, prolasso uterino, stipsi o ritenzione urinaria e/o emorroidi con gravi disagi non solo fisici, ma anche psicologici con limiti alla vita quotidiani che chi ne soffre è costretto a subire. Vi è di più: la sua importanza è spesso ignorata nei movimenti quotidiani, ma ancora di più durante l’esecuzione degli esercizi negli allenamenti di qualsiasi genere, dalla corsa, ai giochi di squadra come pallavolo, calcio e basket, agli allenamenti con i pesi e ahimè – nei miei quindici anni di esperienza lavorativa come istruttrice sportiva- posso affermare con certezza che è spesso ignorata anche nelle lezioni di Pilates, nonostante la sua corretta attivazione sia la base di tutti gli esercizi nella pratica di questa disciplina. Essa è infatti elemento base dell’equilibrio e della postura, permettendo l’allungamento assiale (cioè il raddrizzamento) dell’intera colonna vertebrale con conseguente stabilizzazione del tratto lombare, dorsale e cervicale. Cattive posture o dolori alla schiena spesso trovano la causa in un pavimento pelvico mal funzionante. Esistono esercizi specifici –che per la loro importanza non trascuro mai nelle mie lezioni- utili a prendere coscienza del proprio pavimento pelvico e a migliorare la sua funzionalità con grandi benefici nel lungo termine da parte degli atleti. E non dimentichiamoci quanto la sua percezione sia fondamentale nella donna in dolce attesa. La presa di coscienza del proprio corpo, del pavimento pelvico e della respirazione non solo aiuta la gestante ad ascoltare se stessa e il proprio bimbo, ma soprattutto a  rilassarsi in prossimità e durante il parto. E in tutto questo il Pilates, che può essere praticato con le dovute attenzioni e precauzioni anche in gravidanza, diventa essenziale! *Istruttrice sportiva- libera professionista

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