Passaporto sanitario: un po' di satira non guasta


di  Maurizio Onidi
È dal quattro di maggio, data di inizio della Fase 2  dell'emergenza covid-19 che volevo proporre l'istituzione del passaporto all'interno della nostra isola, sulla base dei dati andamentali dei contagi del noto virus,  perché sulla salute non si scherza come sentiamo ripeterci dai nostri politici. Il mio progetto prevederebbe  pertanto che se i sassaresi a esempio, decidessero di scendere nel sud Sardegna, a Campeda verrebbero bloccati e dovrebbero esibire il passaporto sanitario. La stessa procedura verrebbe adottata nei confronti dei sanluresi, che prima di immettersi sulla 131, all'incrocio di Villa Santa si troverebbero la Carlo Felice sbarrata in ambo i sensi di marcia per il controllo del documento sanitario di immunità al Coronavirus, controllo al quale dovrebbero sottoporsi anche i cagliaritani che si spostano nell'arteria principale dell'isola. Mentre mi accingo a presentare la mia proposta, spero non venga a scoprire incidentalmente che esiste un articolo di un qualsiasi regolamento che vieti l'istituo di questo passaporto perché per dirla con Emilio Fede farei una figura di M... Ovviamente scherzo e non me ne vogliano gli amici sassaresi, sanluresi e cagliaritani che hanno dovuto affrontare e sopportare più di altri il dramma di questo maledetto virus. Chiedo ancora scusa, con la salute non si scherza è anche il mantra che accomuna tutti quei sardi malati che da anni, per una infinità di motivi e di carenze della sanità regionale,  sono costretti ai viaggi della speranza in particolare proprio a Milano perché in Sardegna non sono in grado di curarsi.  Mi auguro che l'esuberanza dei giovani figli non debba ricadere sui padri.

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