La mia candidatura alle regionali nasce dalla volontà di non arrendermi all’idea che non si possa sfruttare al meglio le tante ricchezze che la Sardegna offre e che in tanti ci invidiano. Viviamo in una terra bellissima, dalle mille risorse e dalle tante potenzialità ancora inespresse.
Oggi, purtroppo, la nostra Isola si sta spopolando, nascono sempre meno bambini, le famiglie tendono a spostarsi sempre più verso le grandi città abbandonando progressivamente i piccoli centri. La popolazione residente invecchia e le nuove generazioni stanno riprendendo la valigia in mano per viaggi di sola andata. Non c’è più tempo da perdere, nei nostri Comuni il tema dello spopolamento, del lavoro, del riequilibrio delle diseguaglianze, del presidio dei territori non è più il tema di un futuro lontano ma è il tema del presente.
Per invertire la tendenza dobbiamo ampliare e gestire al meglio gli investimenti in servizi, scuole, cultura, trasporti ed energie alternative capaci di salvaguardare il nostro ambiente e attrarre investimenti esterni che producano opportunità di lavoro. È imprescindibile riformare alcuni assetti della Pubblica amministrazione perché l’eccessiva burocratizzazione, la carenza di fondi e personale a disposizione dei Comuni rischia di bloccare qualsiasi forma di ripresa.
La Sardegna, e il Medio Campidano nello specifico, hanno grandi possibilità di sviluppo. Con alcune riforme legislative, di semplificazione del sistema, si potrebbe dare un grande respiro alla nostra economia a partire proprio dal comparto agro-pastorale e dal suo indotto che rappresentano per l’intera Sardegna una risorsa imprescindibile, anche in termini di potenzialità turistiche del settore. La messa in moto delle migliori energie, delle competenze dei giovani sardi e un grande piano d’infrastrutture viarie che assicurino collegamenti efficienti all’interno dell’isola e verso i principali approdi europei divengono presupposti indispensabili per creare lavoro e condizioni di vita dignitose. Con esso migliorerà anche la qualità dei servizi alla persona uscendo dalla logica del mero assistenzialismo. In questa fase di profonda crisi è giusto e doveroso che ci si metta a disposizione e ognuno faccia la sua parte con idee, proposte e impegno.
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