Così come non abbiamo mai attivato Carte di Credito o dato incarichi ad avvocati, non facendo ricorso, per le pendenze del parco, all'unico organo tutelare di cui il Parco deve servirsi, l'Avvocatura dello Stato.
Infine e ci tacitiamo, con l'augurio che questo momento sia oggetto di riflessione e di presa d'atto che le contestazioni del Mef e la relativa relazione della Corte dei Conti, non possono essere strumento per riportare indietro il Parco.
Crediamo velleitario un commissariamento, ma come a suo tempo suggerito e come al solito inascoltati, vista l'assenza di personale, abbiamo proposto l'ausilio di un dirigente e funzionari di codesto ministero che, per il tempo necessario, affiancasse questo Consiglio di Direttivo e la struttura dell'Ente nel riordino archivistico gravato dall'assenza di controllo e vigilanza dovuti.
Codesto ministero dimentica che gli ultimi Commissari (Mascia e Pilia) sono andati via sbattendo la porta, per la difficile situazione che regnava al Parco per il non ascolto.
Così l'amaro sfogo del componente il Consiglio Direttivo, il sindaco di Lula, Mario Calia: "Un'altra pagina triste della storia del Parco Geominerario...che porta sempre agli eterni assenti...la politica Regionale e Nazionale....Commissariano se stessi e la loro totale assenza, in ogni luogo e tempo".
Siamo fermamente convinti che il futuro del Parco Geominerario può esser garantito solo ed esclusivamente con un giusto riconoscimento giuridico e, contestualmente, con un organico adeguato.
Se così non sarà, al di là delle nostre responsabilità, e dell'ennesimo commissario, il ministero vigilante non avrà più alibi su un Parco mai amato e lasciato al proprio destino.
Distintamente.
Il Presidente e i Sindaci Consiglieri, Debora Porrà, Mario calia, Paolo Maxia e Antonello Ecca.
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