Pabillonis, Lara Atzori e “Gli artisti di pace nel mondo”


È stato un evento indimenticabile per l’artista pabillonese l’avvenimento culturale e artistico “Gli Artisti di Pace nel Mondo”, che si è svolto a Roma alla Piramide Cestia in occasione della Festa della Liberazione del 25 Aprile.
Pabillonis, Lara Atzori e “Gli artisti di pace nel mondo”

 

È stato un evento indimenticabile per l’artista Lara Atzori l’avvenimento culturale e artistico “Gli Artisti di Pace nel Mondo” che si è svolto a Roma alla Piramide Cestia in occasione della Festa della Liberazione del 25 Aprile. Pabillonese doc, la pittrice ed esperta muralista è stata invitata dagli organizzatori tra i quali l’ideatore, l’architetto romano Cesare Esposito, che per la sua città ha realizzato tante opere d’arte. Sono stati numerosi gli artisti, gli scrittori e gli intellettuali che non sono voluti mancare all’importante e significativa celebrazione: il 25 Aprile, Festa della Liberazione, improntata sulla Pace con la coordinazione della giornalista Feliciana Di Spirito. «Tanti personaggi hanno portato il loro messaggio d’Amore Universale, tra luci, pensieri, parole, musiche, canti, poesie e colori che inneggiano alla pace oltre ogni confine, ogni credo, ogni razza, per una commemorazione particolarmente sentita». Anche l’Istituto Superiore cinematografico-televisivo “Roberto Rossellini” ha voluto dare il suo contributo proiettando sul grande schermo della Piramide di Caio Cestio, il film capolavoro “Roma Città Aperta”. Presente, tra i tanti, intellettuali e artisti, lo storico Francesco Gui, figlio del partigiano padovano democristiano Luigi Gui, uno dei “padri della Repubblica”; il soprano lirico di origine armena Sara Pastore, che ha interpretato l’Ave Maria di Schubert e il tenore Rino Scaturro, che ha proposto “Nessun Dorma” e un “Brindisi alla Vittoria” e la Fondazione no profit Il Mandir della Pace con Gabriella Lavorgna, che ha dedicato alcuni suoi versi poetici su tematiche di Pace.

In questo contesto artistico è stata di particolare rilevanza la mostra di pittura “Di Segno In Segno di Pace” con gli "Artisti di Pace nel Mondo", curata da Feliciana Di Spirito e Renato Maria Nistico', che si è tenuta ai piedi della Piramide Cestia. Numerosi gli artisti, provenienti da varie regioni italiane, da diversi paesi europei e alcuni dall’Iran, dal Perù, Ucraina, Russia e dal Brasile. Un’eterogeneità universale unita nel segno della Pace che gli artisti hanno espresso, mirabilmente, ciascuno, con le proprie capacità e abilità. È in questa kermesse artistica di qualità, ricca di valori e di idee che si è distinta Lara Atzori, che ha rappresentato la Sardegna: il suo quadro "L'Uguaglianza nella Diversità”, è stato particolarmente apprezzato dal pubblico: «una grande sfera luminosa, su un cielo terso e nitido, che circoscrive i simboli delle diverse religioni e culture, e cingono, a loro volta, due cuori di diverso colore a simboleggiare l’amore e l’affetto, senza confini ideologici, di etnie e di religione: come un’icona o un totem di pace e uguaglianza, che si para davanti ai diversi popoli che si tengono per mano. Simboli di pace e uguaglianza, ma anche di libertà e rispetto: è questo che traspare dalla pittura/quadro di Laura Atzori, valori universali strettamente interconnessi: “non può esistere una vera pace senza giustizia sociale, né uguaglianza senza il rispetto della dignità e della libertà di ogni individuo”. Il contributo artistico di Lara Atzori rispecchia la personalità e la filosofia della sua vita, il suo filo conduttore è stato “campare dipingendo e vivere di arte” che l’ha portata a fare esperienze in diverse parti del mondo. «Non ricordo quando ho imparato a camminare, ma rammento la prima volta che ebbi a disposizione una tavolozza con tutte le gamme di colori...avevo circa quattro anni...e già da allora si capiva che l'arte, sarebbe stata la cosa più importante nella mia vita».


 Il suo talento viene potenziato, su consiglio anche del padre Mario, al Liceo Artistico Statale in piazza Dettori. La giovane studentessa si mette subito in evidenza per il suo talento, e i professori le consigliano di iscriversi alla facoltà Di Belle Arti di Firenze. Tanto lavoro e sacrificio hanno caratterizzato il periodo universitario. «Per tirare avanti mi arrabattavo a fare la lavapiatti, a pulir scale, a ingoiare umiliazioni a non finire pur di conseguire lo scopo di comprarmi colori, tele, pennelli e laurearmi», dichiara Lara che intanto lavorava anche in una bottega di restauro di cornici antiche e libri in Santa Maria Novella. Qui la notò Gigi Doni (uno dei massimi esponenti dell'iperrealismo italiano) che apprezzò il suo talento e l’assunse nel suo studio. Fu un’esperienza importante, ma non duratura, «poichè decisi di dedicarmi alla tesi di laurea. La intitolai “Storia della Sardegna attraverso le pitture murali sarde" in memoria del murales che il "gruppo di Villamar" realizzò a Pabillonis. Era il muralismo sardo e non potevo che rendere omaggio a quel "gruppo d'iniziativa" che comprendeva Sciola e Brundu. Mi laureai e partii, in barca a vela, alla volta delle Canarie». Inizia così l’esperienza artistica “errante” di Lara Atzori, che insieme al suo talento artistico trasmette e recepisce i diversi volti dell’umanità e universalità dei popoli, delle persone e delle culture diverse. Grazie alla sua empatia e valenza artistica viene invitata a realizzare le sue opere nelle diverse località dove si stabilisce e si trova: «a campare dipingendo e vivere di arte», appunto come definisce la sua filosofia di vita.
 Ogni tanto però, la nostalgia dell’Italia si fa sentire. «Ritornai in Toscana, dopo tre anni passati ad andare raminga fra l’Africa e l’Europa. Mi trasferii a Pietrasanta, famosa per le cave di Michelangelo, tra artisti, provenienti da tutte le parti del mondo, conobbi Botero, Sgarbi, Emanuele Leali e Gerog Viktor». racconta l’artista. Riparte di nuovo e tantissime esperienze come pittrice e muralista caratterizzano e arricchiscono ulteriormente la sua personalità artistica. Tanti i viaggi e le opere realizzate in ogni parte del mondo, tra cui, «in Guatemala e Honduras, dove viaggiai per visitare tutti i siti Maya, nelle località turistiche dove gli albergatori mi assunsero anche come artista e muralista per decorare e qualificare i loro locali». Interagisce anche con le popolazioni locali, tra cui sperduti villaggi della foresta tropicale. 
 


«Ci fu un reciproco scambio del sapere», ricorda Lara. Atzori. Il richiamo delle proprie radici la riporta nell’isola e al paese natio, le tradizioni, la cultura e la storia locale sono motivo di ispirazione e di rafforzamento della propria cultura. «Il sindaco del paese mi propose, nel 2007, in occasione della grande rassegna culturale “Fantasia di luci”, di realizzare un murales in piazza San Giovanni. Decisi di rappresentare il momento, per me propiziatorio, della preparazione dei “carrus de s’abiu”, un’antica tradizione legata all’assalto dei saraceni nel 1584, che collega la salvezza del nostro popolo alla pianta dell’ontano (s’abiu) che cresce spontanea nel fiume Bellu». Da allora sono passati vent’anni, ma il suo dinamismo artistico non si è mai fermato, ovunque, mostre, rassegne di pittura, esposizioni e murales, non sono mai cessate. Il suo “io” la porta a esternare ed esprimere la sua visione interiore attraverso l’arte. Arte come conoscenza, come denuncia delle ingiustizie, come emancipazione, come libertà e soprattutto come ricerca della Pace tra gli uomini, come ha dimostrato la sua ultima partecipazione alla Festa della Liberazione del 25 Aprile, a Roma.

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