“Vorrei realizzare una serra dove far crescere le mie piante”
di Dario Frau
«Un giorno che sono andata a comprare dei fiori al mercato, mi resi conto, all'improvviso, che quello poteva essere il lavoro che avrei voluto fare da sempre». Un amore a prima vista, dunque, la passione per i fiori, che hanno poi motivato Mariangela Meddda a scegliere l’attività lavorativa della sua vita? Non solo. La giovane fiorista (ma nello stesso tempo anche fioraia) questo interesse l’ha sempre avuta poiché, «la passione per i fiori me l’ha trasmessa mia mamma fin da bambina», precisa Mariangela, che nella sua vita ha svolto diversi lavori prima di “approdare” all’attuale occupazione. Una passione, in effetti, quella dei fiori, dettata dalla sua inclinazione per tutte le cose belle e delicate che le hanno permesso, poi, di esprimere e manifestare, le sue attitudini e le sue doti personali. Sono state diverse le esperienze giovanili in sintonia, in effetti, con queste sue peculiarità. Il suo percorso scolastico si è fermato al diploma di scuola media e non ha continuato alle Superiori, nonostante avesse un buon profitto, per andare alla ricerca di qualcosa che la realizzasse, in coerenza, con il suo carattere attivo, intraprendente e creativo. Tra le varie esperienze e motivazioni, va vista anche, l’attrazione e l’interesse, da ragazza, per la lavorazione e la manipolazione dell’argilla: «Mi era venuta la curiosità per la ceramica e così ho frequentato tre corsi completi”, confessa Mariangela che, alla ricerca di nuove conoscenze per ampliare i propri orizzonti, si dedica inoltre, a diversi lavori, anche pratici. «Da ragazzina, non avendo esperienze particolari, ho lavorato un po' di tempo come baby-sitter; in età più adulta ho fatto dei lavori diversi che però non mi gratificavano e soprattutto non mi davano la soddisfazione che invece mi dà questo lavoro», spiega la giovane fioraia. Tutto questo riguarda il passato. Ora Mariangela dedica tutto il suo tempo alla sua nuova attività che ha sempre desiderato e di cui è diventata esperta e molto professionale. Però, oltre questo, nel tempo libero, si ritaglia uno spazio per altre attività, come il canto e la musica: fa parte, infatti, da alcuni anni del coro Beata Vergine della Neve ed è impegnata, inoltre, come volontaria nelle attività dell’oratorio parrocchiale.
Delle confezioni floreali, dei fiori in vaso, e dei contenitori decorativi in vetro, con dentro fiori e piantine, conosce tutti i segreti del mestiere a cui aggiunge il suo talento artistico e raffinato. «Diciamo che bisogna essere un po’ portate anche per la disposizione dei fiori... e rischio di essere presuntuosa, nel dire che ci vuole gusto per dare a ogni vaso un tocco di personalità, magari con qualche piccolo dettaglio che lo arricchisce e che lo rende diverso da tutti gli altri», rimarca l’esperta fioraia che spiega anche il suo metodo di lavoro «che consiste principalmente nel scegliere le piante e abbinarle a seconda della necessità d'acqua. Bisogna considerare che all'interno del vaso va tenuta una determinata umidità per cui andrà posizionata l'argilla, il terriccio adatto e il carbone attivo che previene muffe e funghi; dopo di che preparo le piante e man mano che creo la composizione mi vengono le idee che magari danno un tocco personale al vaso rendendolo unico e sempre diverso da tutti gli altri».
Si utilizzano piante tropicali che amano l'umidità e crescono lentamente come l'affittonia, felci di vari tipi, peperomia, piccoli bonsai». L’ampia conoscenza acquisita, le permette, ormai, di spaziare in questo bellissimo settore, di cui non ha segreti. «Mi occupo anche di fiori in vaso, erbe grasse, inoltre, mi piacciono, tantissimo le orchidee, mi occupo anche di tillandsie, faccio delle composizioni dei cesti e realizzo delle piante con la tecnica giapponese chiamata kokedama (koke significa muschio e dama significa palla; qualsiasi pianta si può trasformare in kokedama)», precisa ancora Mariangela, che grazie alle sue abilità si è fatta un nome nei paesi del circondario.
«I miei punti di vendita, adesso, sono i mercatini: lunedì a Guspini, mercoledì a Gonnosfanadiga e il venerdì a Terralba, ma partecipo anche, con le mie esposizioni, alle varie iniziative culturali, eventi e sagre del territorio». Ma tutto questo ormai, non basta a più alla giovane fioraia che vede all’orizzonte altre prospettive e nuovi obiettivi: «Sto cercando di realizzare un laboratorio più idoneo a Pabillonis, dove esporre le mie creazioni e anche costruire una piccola serra dove far crescere le mie piante: è sempre stato il mio sogno e penso che in un prossimo e imminente futuro, tutto questo diventerà realtà», confessa, soddisfatta, Mariangela sicura della sua sfida vincente.
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