di Anna Luisa Garau
Nella Domenica delle Palme la liturgia ricorda l'entrata trionfale di Gesù in Gerusalemme a dorso di un asino mentre tutta la folla stendeva mantelli a terra e agitava palme. Si tratta di una festività ricca di simbolismo e condivisa da cattolici, protestanti e ortodossi: la palma da sempre indica l'anno solare poiché produce una foglia ogni mese. La palma è anche simbolo di risurrezione poiché rinasce dalle proprie ceneri e per questo in greco è conosciuta, come "phoinix", ovvero fenice mentre, nell'occidente cristiano, laddove non ci sono palme viene spesso sostituita dall'ulivo, simbolo dell'unzione di Gesù, o da rametti intrecciati con fiori, se non ci sono palme o ulivi, come nelle zone del nord Europa.
Quest’anno la domenica delle palme cade all’inizio della primavera e le piante delle palme sembrano rispondere al suo arrivo donandosi con generosità . Anche Pabillonis si prepara a festeggiare quello che nella liturgia ricorda l’entrata trionfale di Gesù in Gerusalemme.
Si prevede una ricorrenza un pochino più estesa in relazione alle nuove disposizioni covid e che vedranno la ripresa delle tradizioni, civili e religiose, che caratterizzano la Pasqua e che tanto sono mancate alla gente. Il 29 marzo sono state tagliate le palme.
Nella giornata della domenica della Palme, il 10 aprile, si terrà la consueta processione, che partirà dalla chiesa di San Giovanni, dove avverrà anche la benedizione delle Palme, per poi percorrere in processione alcune vie del paese, con palme e rami di ulivo, e raggiungere la chiesa parrocchiale, dove verrà celebrata la Messa solenne e saranno donate le palme benedette ai fedeli. Intrecciare le palme è una tradizione antica, in Sardegna si tratta di una pratica medioevale, legata in particolare ai riti della settimana santa, diventata ormai un’arte e che viene tramandata da padre in figlio.
A Pabillonis, sono pochi coloro che ancora si dedicano all’intreccio della palma. Le tecniche usate sono molteplici: dalle più semplici, ad annodatura, a raggiera, ad avvolgimento, a intreccio diagonale e perpendicolare, a incastro, si passa a quelle più complesse utilizzate per gli intrecci artistici come quella a incrocio tubolare, a raggiera bi-frontale, a cornetti, a mezza foglia, a treccia, a mazzetti, ad avvolgimento a spirale, ad avvolgimento triangolare, a ripiegamento. Domenico Pia, uno dei pochi “prameris” ancora in attività, riferisce, che per fare una palma “semplice” ci vogliono più o meno dieci minuti, ma questo tempo varia a seconda degli intrecci che vengono eseguiti e dalla abilità ed esperienza de su prameri.
Con la domenica delle Palme iniziano i festeggiamenti della settimana santa, che con l’allentamento delle disposizioni anticovid le funzioni religiose saranno celebrate con la presenza dei fedeli. In ogni paese della Sardegna, la fede si esprime con semplici riti devozionali che non prescindono dalle tradizioni locali e dalla lingua, con espressioni proprie della gente comune che vuole donare a Dio il meglio di ciò che ha e che sa fare. Le palme sono il simbolo di Cristo che vince la morte, della vittoria sul peccato e del trionfo della pace. Donare un ramo di palma, un ramoscello di olivo, significa avere la consapevolezza del suo significato e anelare alla pace, soprattutto in questo periodo in cui la guerra si è mostrata prepotentemente e forse inaspettatamente nella nostra vita.
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