Pabillonis, celebrata la Giornata del malato


di Anna Luisa Garau
In occasione della memoria liturgica della Madonna Di Lourdes, nella palestra comunale è stata celebrata la Giornata mondiale del malato. Un appuntamento al quale erano invitati tutti i malati, i familiari, i volontari, i medici, e gli operatori sanitari della diocesi di Ales-Terralba. In tanti hanno risposto all'invito, riempendo gli spazi della palestra di via Sardegna, a cui i malati hanno potuto accedere facilmente per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per l’assidua assistenza dei volontari dell'Oftal  e dell'Unitalsi. Le  voci del coro “Beata Vergine della Neve “, dirette da Paola Usai, hanno accompagnato i diversi momenti della celebrazione eucaristica, presieduta da mons Paolo Atzei, arcivescovo emerito di Sassari. Tra gli officianti il parroco di Pabillonis don Luca Pittau, don Zedda parroco della chiesa SantaCchiara di San Gavino Monreale, don Giorgio Lisci, originario di Pabillonis, responsabile diocesano dell'ufficio della Salute, e alcuni diaconi, tra i quali Enzo Cadeddu, ordinato diacono nel maggio 2019, che ha insegnato nella scuola media di Pabillonis. Il vescovo, nell’omelia, ha invitato «la comunità a prendersi cura del malato attraverso la testimonianza, affinché la cristianità non sia solo un elemento di facciata ma la dimostrazione pratica della fede cristiana. Il malato deve essere al centro di una comunità e curato a 360». E rivolgendosi al sindaco Riccardo Sanna ha ricordato che «anche la politica e gli amministratori devono prendersi cura in modo serio degli anziani». «Davanti a un malato», ha ricordato mons. Paolo Atzei, «non si deve mai guardare l'orologio. Mia madre diceva che i malati e i poveri sono quelli più vicino al cuore di Gesù.  Le stesse chiese dovrebbero mettere i malati in primo piano, nella cappella principale». «Sembra di essere in una piccola Lourdes», ha sottolineato mons. Paolo Atzei. Infatti tante erano le persone in sedia a rotelle, con i deambulatori, con le stampelle. Hanno partecipato anche gli ospiti della casa di riposo di Pabillonis ”Residenza San Giovanni“. Ai presenti è stata distribuita un’immagine di Gesù, che consola un suo discepolo; un particolare, tratto da un affresco di Giotto, raffigurante l'ultima cena. La giornata si è conclusa con la distribuzione di dolci e bibite.

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