Tante le attese e le ansie degli alunni, dei docenti e dei genitori che si preparano ad affrontare il nuovo anno scolastico. Se gli anni scorsi erano numerose, quest'anno si sono raddoppiate. «Siamo Pronti», afferma con entusiasmo il sindaco Riccardo Sanna, «ancora oggi Pabillonis può essere considerato covid free grazie all'impegno e al rispetto delle regole da parte di tutti». «Nel 2018 abbiamo beneficiato», sottolinea Giuliana Angius, dirigente scolastica dell'istituto comprensivo “E. Fermi + L. Da Vinci”, «di un finanziamento regionale di 140 mila euro, che, nella scorsa primavera, ci ha consentito di rinnovare completamente gli arredi in tutte le scuole di ogni ordine e grado permettendoci di partire avvantaggiati con arredi e spazi migliori rispetto alle scuole della zona». Nell'ultima quindicina di agosto gli operai comunali hanno provveduto alla manutenzione delle aule e dei bagni. «Poche le certezze, non pochi i patemi d'animo», sostiene Graziella Gambella Graziella, docente nella scuola primaria di Pabillonis, «Anche se ci stiamo attrezzando, siamo preoccupate per quello che sarà la “nuova scuola”, per l'accoglienza e le attività in presenza si dovrà necessariamente rispettare il distanziamento. Naturalmente faremo del nostro meglio per far sentire affetto e vicinanza agli alunni, ma servirà davvero tanto impegno da parte di tutti noi e del personale ausiliario. Ora, più che mai, avremo bisogno del sostegno dei genitori». Le famiglie avranno un ruolo ancor più pregnante rispetto agli altri anni nel preparare i figli sulle nuove regole da rispettare per un rientro in sicurezza: lavare e disinfettare le mani più spesso, mantenere la distanza fisica dagli altri studenti, indossare la mascherina, evitare di condividere oggetti, contenitori per l’acqua, strumenti di scrittura e libri, cercando di rassicurare il più possibile gli alunni per evitare ulteriori stress d’ansia e di preoccupazione.
«È come se il mondo si fosse fermato», commenta un’alunna della scuola primaria, «per tanto tempo non mi è stato possibile giocare all'aperto con i miei amici» e non vede l'ora di rientrare a scuola per stare con i compagni e le maestre».
La chiusura delle scuole è stata, infatti, una delle prime misure attuate per contenere la diffusione del contagio da Covid-19, con le attività didattiche che sono proseguite a distanza nei lunghi mesi di lockdown. Per i bambini, in particolare tra i due e i quattordici anni, la scuola è una parte molto importante della loro vita sociale: permette di sviluppare il senso di identità, di appartenenza a una comunità.
Per questo, la mancanza di interazione con i loro coetanei non è stata sicuramente facile. Inoltre, la didattica a distanza, da questo punto di vista e probabilmente anche sotto un profilo formativo, non è un’alternativa sufficiente. Ampie fasce di popolazione pediatrica non ne hanno potuto usufruire per vari motivi, tra i quali la mancanza di mezzi tecnologici o della connessione a internet, o l’impossibilità parentale nel supportare le attività.
Non bisogna, inoltre, dimenticare la quota non irrilevante di bambini con disturbi specifici dell’apprendimento o disabilità che non hanno potuto usufruire di insegnanti di sostegno.
A Pabillonis, quindi, sarà necessario adottare un approccio flessibile, che possa garantire le necessarie condizioni di sicurezza, adattandosi di volta in volta ai singoli contesti locali e alle risorse a disposizione.
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