Al reparto di cardiologia dell’ospedale di San Gavino, diretto dalla dottoressa Maria Valeria Demontis, le innovazioni non mancano ed è stato posizionato di recente il primo impianto in Sardegna di pacemaker senza fili col classico approccio venoso dall’inguine ma tramite vena giugulare destra.
Questa tecnica, sta progressivamente prendendo piede anche in Italia. L’acquisizione di un accesso tramite le vene del collo presenta notevoli vantaggi come la minore durata dell’intervento e dell’esposizione radiologica, una percentuale di complicanze fino a cinque volte inferiori rispetto all’approccio femorale e dei tempi di recupero del paziente molto brevi. «La nostra idea - spiega la cardiologa Maria Valeria Demontis - è e sarà sempre quella di lavorare per portare ai nostri pazienti i migliori standard qualitativi in ogni metodica. Per far questo è importante il costante aggiornamento del personale e il lavoro di squadra che per noi rappresenta un modus operandi consolidato negli anni».
Sulla stessa linea il dottor Roberto Floris, che ha eseguito la procedura con elevata competenza e professionalità: «L’introduzione di modalità d’impianto più rapide e sicure per dei dispositivi che sono dei gioielli di tecnologia favorisce l’utilizzo di questi anche in pazienti fragili e con scarso patrimonio vascolare a livello femorale, via tradizionalmente utilizzata negli anni passati che ha un rischio di complicanze superiore. Questa tecnica necessita di un accesso venoso giugulare ecoguidato e permette una minore invasività, inoltre il paziente potrà assumere la posizione seduta appena dopo il posizionamento dell’impianto e muoversi dopo solo poche ore, cosa assolutamente impossibile con l’approccio da vena femorale».
Quest’innovazione si affianca agli ulteriori progressi raggiunti dal reparto sangavinese come lo sviluppo di un servizio di un controllo remoto per i dispositivi impiantabili con oltre 1000 pazienti seguiti direttamente a domicilio, l’ampliamento dell’ambulatorio sincope e di quello ecocardiogra-fico con l’avvio del letto ergometria, standard ormai di riferimento nell’ecografia da sforzo.
La dottoressa Maria Valeria Demontis commenta con orgoglio i passi avanti effettuati con queste recenti introduzioni: «Dall’ecografia avanzata all’impiantistica di ultima generazione per arrivare a interessare tutti i settori dell’assistenza cardiologica il lavoro tracciato negli anni passati va avanti, grazie soprattutto a una squadra di operatori giovani e un’equipe infermieristica e OSS di altissimo livello e di grande disponibilità. Un sentito ringraziamento al va personale della sala operatoria e ai tecnici della radiologia, senza il loro supporto questo traguardo non sarebbe stato raggiunto».
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