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Scuola Media di Villamar[/caption]
Alcuni anni fa, in una dichiarazione a La Gazzetta del Medio Campidano, il dirigente scolastico Daniele Casula rivelò come l’istituto comprensivo di Villamar, fra gli addetti ai lavori, fosse spesso definito con l’appellativo de “Il mostro” per via dei tanti (o meglio troppi ndr) plessi scolastici che lo compongono.
L’Istituto, per chi non lo sapesse, si diparte dalla sede centrale di Villamar e accorpa a esso tutti i comuni (ben 17, Sanluri escluso) che appartengono all’Unione dei Comuni della Marmilla per un totale di 22 plessi suddivisi in 7 per l’infanzia, 8 per la primaria e 7 per la secondaria: per estensione è fra i più grandi d’Italia. Vi sono poi ulteriori criticità, su tutte l'ubicazione in un territorio ad alto indice di spopolamento con tutta una serie di problemi annessi, quali le difficoltà della dirigenza scolastica a evitare la composizione di pluriclassi in alcuni plessi dei diversi gradi di scuola e quelle logistiche, visto l’ampio territorio su cui è articolato, che si ripercuotono negativamente sul benessere psicofisico di insegnanti e alunni che sono costretti, rispetto ad altre realtà scolastiche, agli straordinari.
Quest’anno, fra le novità rispetto al precedente, vi è inoltre la soppressione del plesso della secondaria di Villanovaforru, un paese che, dopo tanti anni, si trova ora senza una scuola che lo rappresenti come allo stesso modo, da tempo, succede a Pauli Arbarei, Las Plassas, Genuri e Setzu. Non un eccezione, purtroppo, visto che altri centri (Siddi, Ussaramanna, Villanovafranca e Turri) rischiano, negli anni a venire, di fare la stessa fine.
L’Istituto comprensivo di Villamar è dislocato su quattro “basi” che sono: quella centrale di Villamar (con i plessi di Furtei, Villanovafranca e Segariu), Barumini (con i plessi di Gesturi e Tuili), Lunamatrona e, infine la quarta “sede” ripartita fra i comuni di Turri, Ussaramanna e Siddi. Una suddivisione temporanea visto che, numeri alla mano, vi sarebbero (il condizionale è d'obbligo) alcune fra queste scuole che, negli anni, potrebbero rischiare di non avere il numero minimo di alunni che il Ministero della pubblica istruzione richiede.
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Scuola Media di Barumini[/caption]
Futuro? Ovviamente incerto: tante, fra quelle ipotizzate, le soluzioni messe in campo in passato, su tutte la richiesta da parte di tutti Comuni del territorio di un finanziamento, poi accordato dalla Regione Sardegna quattro anni fa (ben 9 milioni di euro), per la costruzione di un’unica sede che accorpasse i numerosi plessi sparsi nella Marmilla. Il progetto, accolto inizialmente con entusiasmo, naufragò per posizioni diverse (tutte incontestabili nelle loro motivazioni) fra le amministrazioni locali.
Proiettandoci al futuro della scuola in Marmilla, sembra, al momento, si siano formate due correnti: una più “centralista”, che ha richiesto di recente un nuovo finanziamento per la costruzione di un campus, e un’altra, invece, più a carattere “decentrato” che punta a mantenere la dislocazione attuale delle sedi ipotizzando che, contrariamente a quanto auspicato e mai avvenuto sinora, il Ministero della pubblica istruzione possa in futuro riconoscere gli evidenti svantaggi del territorio (spopolamento e bassa natalità su tutti) mandando in deroga i paletti imposti dalle leggi nazionali.
Il progetto centralista, stando alle ultime notizie, prevede una soluzione condivisa da otto Comuni (Villamar, Villanovaforru, Segariu, Siddi, Villanovafranca, Setzu, Las Plassas e Genuri): per una somma di circa 5 milioni di euro si vuole puntare all’ampliamento dell’edificio dove vi è al momento la scuola secondaria di Villamar che, secondo gli intenti progettuali, permetterà di realizzare una nuova struttura composta da ventiquattro classi dove convergeranno almeno la primaria e la secondaria dei paesi in questione.
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Scuola Media di Ussaramanna[/caption]
Difficile stabilire, all’interno della (dis)Unione dei Comuni, quale sia l’idea migliore da perseguire, visto che gli interrogativi non mancano. Da una parte c’è chi sostiene come, numeri di studenti alla mano, occorra ragionare in termini di territorio e non più di singolo paese: per i paesi centralisti la soluzione di un campus centralizzato è quindi l’unica percorribile. Dall’altra c’è chi, al contrario, sostiene come la soppressione della scuola in ben 17 paesi possa, oltre che portare a un danno sociale, rappresentare anche un cattivo biglietto da visita per le strategie di rilancio socio-economico di un territorio dove si stanno già perdendo troppi servizi essenziali al cittadino. «In questo guado di incertezza» sostengono i contrari al campus centralizzato «diverse famiglie potrebbero optare per iscrivere i propri figli in scuole di comuni non appartenenti all’istituto di Villamar più “stabili” dal punto di vista demografico».
Occorrerà decidere, preferibilmente quanto prima. Intanto in diversi paesi interessati al tema scuola in Marmilla si voterà per il rinnovo delle amministrazioni comunali già la prossima primavera: per coloro che decideranno di candidarsi nei rispettivi Comuni di appartenenza, la questione scuola non potrà essere certamente trascurata.
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