>Seminare oggi per raccogliere domani è il motto al quale costantemente occorrerebbe prestare maggiore attenzione; non sempre quest’aspetto è colto e spesso ci si ritrova con gli anni a fare i conti con gli errori e/o le disattenzioni del passato. Investire sui giovani deve essere quindi una priorità, soprattutto in un territorio come la Marmilla che in questi anni si ritrova a che fare con problematiche molto particolari. A tal proposito un buon esempio di attenzione verso i più giovani giunge dalla società calcistica Virtus Villamar che, dopo un avvio di stagione non semplicissimo riguardo al settore giovanile, è riuscita ad allestire le categorie “Primi Calci” e “Pulcini” con numeri di tutto rispetto che non si vedevano da anni. Il perché di queste difficoltà d’inizio stagione è presto spiegato da uno dei dirigenti storici della società (in sella dalla stagione 1980/81), Antonello Muscas: «Avremmo dovuto iscrivere la squadra categoria “Giovanissimi” al campionato FIGC. Avevamo un buon gruppo sia nei numeri sia nel talento. Purtroppo, con nostro grande rammarico, forse per alcune incomprensioni, la squadra non è stata allestita: quei giovani, tutti villamaresi, stanno ora giocando nella società calcistica di Barumini. I perché di questa scelta potrebbero essere tanti, ma personalmente credo che abbiano contribuito fattori importanti quali la fatiscenza delle nostre strutture e l’assenza di un campo in erba. Non sono tempi di vacche grasse per le amministrazioni comunali, tuttavia credo che se abbiamo un impianto fermo a trent’anni fa è perché in questo lungo periodo non ci si sia occupati abbastanza della questione». Nonostante le difficoltà, la società è comunque riuscita a mettere su un gruppo di tutto rispetto. A parlarci di questà nuova realtà è l’allenatore Ottavio Murgia, responsabile da quest’anno della categoria “Primi Calci” (nati nel 2009, 2010, 2011) dopo che lo scorso anno è stato tecnico dell’Ussaramanna in Terza Categoria: «La gestione di un gruppo di bambini molto piccoli - spiega Murgia - è completamente diversa rispetto a quella che attui quando hai a che fare con squadre di adulti. Prima di tutto occorre essere un buon educatore in modo che anche i genitori siano soddisfatti: è mia premura che il bambino prima di tutto si diverta». La parte tecnico-atletica non è comunque trascurata e a tal proposito continua l’allenatore: «É importante che prima di tutto i bambini imparino i fondamentali del calcio. Occorre migliorarli soprattutto nel loro modo di correre; i bambini di oggi sotto quest’aspetto mostrano maggiori difficoltà rispetto a quelli delle generazioni passate. Vorrei far presente inoltre una cosa che ci tengo si sappia: l’iscrizione alle categorie di cui disponiamo è aperta anche alle bambine; le squadre dei più piccoli, infatti, non sono differenziate fra maschietti e femminucce». Intanto l’avventura è iniziata: società, allenatore e genitori sono soddisfatti del progetto messo in atto dalla Virtus. L’auspicio rimane quello di poter disporre in un futuro (non troppo lontano) di un impianto sportivo più al passo con i tempi, magari anche con l’utilizzo dell’adiacente palestra (ancora in fase di costruzione ndr) che permetterebbe di svolgere gli allenamenti anche con il maltempo e di avere maggiori spazi (s. m.)
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