Nuovamente commissariato il Parco Geominerario: intervista all'ex presidente Tarcisio Agus


di Gianni Vacca
Il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, 3500 kmq di superfice e 81 comuni interessati, è stato dichiarato il 30 settembre del 1998 dall’Unesco  il primo Parco Geominerario al mondo. Ora a distanza di oltre un ventennio il parco subisce un nuovo commissariamento. Tutte le ragioni di un no e di una scelta comunque non condivisibile nell’intervista al suo ex Presidente Tarcisio Agus. Il commissariamento del Parco Geominerario è un epilogo forse già scritto da tempo ma che lascia tanta amarezza. Ricusate dal Ministero tutte le controdeduzioni edotte nel tentativo di scongiurare il commissariamento. «Il superamento del commissariamento pensavo fosse il preludio per  un vero e proprio rilancio, ma a nulla sono valsi i ripetuti appelli ed atti per dare una connotazione giuridica stabile ed un organico adeguato. Nonché un vero potere sul patrimonio minerario da tutelare, salvaguardare e valorizzare. Tutto questo è venuto meno giovedì 2 settembre al ministero della Transizione Ecologica, dove i ministeri vigilanti e la regione Sardegna, hanno preso atto che di fronte alla relazione Mef e  della Corte, non si poteva non procedere alla revoca degli organi e commissariare come da norma». Lei in fin dei conti paga colpe non sue. Le criticità evidenziate prima dalla delegazione dell'Unesco e successivamente dal MEF vanno a ritroso e interessano gestioni precedenti alla sua. Per quale motivo secondo Lei l'Unesco e il Ministero hanno evidenziato queste criticità con così tanto ritardo? «Noi ci siamo insediati il 18 maggio del 2018 e l'ispezione del MEF si è conclusa nell'ottobre del 2018 ed ha riguardato 10 anni di attività, dal 2008 al 2018. L'Unesco, confermò al Parco il cartellino verde per altri 4 anni, 2015 - 2017, grazie ad un impegno Parco - Regione che avrebbe dovuto impegnare 491 lavoratori ed investire oltre 146 milioni in 5 anni. La verifica avvenuta nel luglio del 2017, constatò l'assenza totale dell'impegno assunto e, tanto meno, quell'impegno poteva esser attuato da noi i solitudine, in un anno di tempo residuo, tra la comunicazione del cartellino giallo, nel gennaio 2018, e la seconda visita del luglio 2019.  Provammo a costruire un percorso che attraversasse l'isola, ma erano ben altre le aspettative UNESCO. Sull'ultima parte della domanda non saprei cosa rispondere, se non confermare, che le criticità rilevate con  tanto in ritardo, sono il segno inequivocabile dello scarso interesse, a tutti i livelli, e non vorrei fosse il preludio alla sua lenta agonia». [caption id="attachment_90838" align="alignnone" width="900"] Ingurtosu, Pozzo Amsicora[/caption]  Al momento della sua nomina avvenuta quattro anni fa Lei era a conoscenza di queste grosse problematiche? «No, le ho scoperte anch'io dopo l'ispezione MEF ed ho subito cercato di mettere in ordine alcuni aspetti ancora in essere, come la partecipazione alle associazioni che non hanno mai presentato i rendiconti, ma "Su connottu" non dovevo permettermi di toccarlo. Penso conosciate gli attacchi virulenti posti in essere, nel 2019, da Miniere Rosas, CICC di Carbonia e Ausi di Iglesias. È da allora che si chiedevano le mie dimissioni per tornare al commissariamento». Le comunità interessate con un documento unitario firmato da una sessantina di comuni hanno fatto una massiccia levata di scudi contro il commissariamento del Parco che di fatto azzera la partecipazione dal basso. Cosa andranno a perdere i territori interessati? «I territori non più rappresentati, rischiano che le cose programmate su tutte le aree  non si attuino, in quanto il commissario è incaricato a tempo, (mediamente sei mesi rinnovabili), penso si limiterà all'ordinaria amministrazione ed eventualmente darà risposte a qualche sindaco di prossimità». La sua gestione, compresi i sei mesi di commissariamento, è durata quattro anni: quali le iniziative più significative poste in essere? «Prima di tutto aver messo i bilanci a norma e avviato la programmazione per gli interventi nelle diverse aree del Parco, con i Centri Visita e le Foresterie del Parco, che ci consentiranno di recuperare una discreta quantità di immobili storici a nuova vita. Ora sono disponibili  i fondi dell'avanzo di amministrazione accumulatosi negli anni,  pari a 14 milioni di euro. Ma anche i piani su i fondi europei potrebbero portare ingenti risorse sul territorio del Parco, come il Distretto Agroalimentare, il Bando Invitalia e il Just Transition Fund». Quali quelle che avrebbe voluto e non ha potuto realizzare? «Sono diverse le cose che avrei voluto fare, compresa l'attuale programmazione che nel nostro territorio, con il bilancio pluriennale 2021-2023, prevede: per il Comune di Arbus, il recupero della Direzione di Ingurtosu, la Foresteria e l'Ufficio geologico a Montevecchio, mentre per  Guspini si prevede il recupero, della laveria Principe Tomaso, l'Ex Ospedale, il laboratorio Chimico e l'ufficio Postale». Di cosa ha bisogno il Parco affinché ci sia una gestione più visibile e utile ai territorio. Più risorse finanziarie, più risorse umane, oppure? «Prima di tutto definire lo stato giuridico e dotare il Parco di un adeguato organico, capace di promuovere e gestire la fruizione, nonché mettere a disposizione il patrimonio, perché si possa programmare un vero progetto di sviluppo che tuteli e tramandi la memoria storica, ma possa anche  predisporre un vero e proprio piano di sviluppo socio economico». [caption id="attachment_88622" align="alignnone" width="960"] Montevecchio, Palazzo della Direzione[/caption] “La politica dovrebbe assumere la responsabilità del presente e del futuro dell'Ente - ribadisce in un comunicato stampa l’ex Presidente del Parco Geominerario - e, in generale, scegliere di stare dalla parte dei territori, ma sovente  - amara constatazione - sceglie quella dei giochi di potere dei potentati locali. A giorni il ministero, di intesa con la regione Sardegna, provvederà alla revoca degli organi e alla nomina dell'ennesimo nuovo commissario - che se non fornito di supporto amministrativo numerico e qualificato attraverso adeguati strumenti normativi sul personale e sulla necessarie modifiche al decreto istitutivo del parco, sarà “impallinato politicamente” in breve tempo”.    

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