Nuova missiva di Tarcisio Agus al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani


Riceviamo e pubblichiamo un comunicato inviatoci da Tarcisio Agus, presidente del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, recentemente commissariato dal Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani. Un Ministero che “commissaria se stesso e la sua totale assenza” come ha sottolineato uno dei sindaci consiglieri, e per farlo, addebita all’attuale dirigenza atti non congrui avvenuti nel passato, ma che sono oggi utili all’uopo. Stipule assicurative mai attivate, finanziamenti ad Enti e Associazioni prive di rendicontazioni e con richieste di risarcimento danni mai avvenuti, assenza di trasparenza su un sito obsoleto che, invece, l’attuale Consiglio direttivo ha riordinato. E ancora, contratti di telefonia mobile e relativi acquisti di telefoni aziendali per oltre 30 dipendenti, che non esistono, visto che sia i vertici sia i dipendenti, utilizzano i propri telefoni e le spese sono tutte a loro carico. Una serie di fatti pretestuosi, reiterati e arricchiti con altri fatti pretestuosi, solo per corroborare una decisione presa nei corridoi di un ministero che, come organo vigilante, negli anni passati (e non solo dal 2018, data dell’insediamento dell’attuale consiglio e dell’attuale presidente), dovrebbe interrogarsi del mancato recupero e mancata tutela e promozione del valore del vastissimo patrimonio ex minerario, lasciato in eredità dall'ENI (Ente di Stato). Commissariando il Parco Geominerario, il Ministero commissaria sé stesso ed ha pensato di farlo a danno del processo di recupero di tutte le storture ereditate e che l’attuale vertice sta cercando di sanare. Gineprai sui quali l’attuale vertice ha auspicato l’appoggio e l'intervento del Ministero. E invece si fa largo la convinzione (anche alla luce dell’atto ostile di questi ultimi giorni) che la nascita del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna, non abbia mai avuto, presso il ministero dell’Ambiente prima, e del MiTE oggi, l'attenzione dovuta. È considerato un ibrido fra i Parchi Nazionali, tanto che dopo vent'anni, ancora non ha una sua definizione giuridica, così da sempre denunciato e ora ripreso, con formale ammonimento a legiferare, dalla Corte dei Conti. Tutte le sollecitazioni e le richieste di collaborazione avanzate dall’attuale vertice hanno sortito inutili scambi meramente epistolari. Si vedano, per esempio, le spiegazioni documentate sulla fuoriuscita dalla rete dei geositi Unesco, o anche la risposta sulla mancata vigilanza o la perdita di personale, non ultimi i ritardi sulla presentazione dei bilanci, comunque approvati dal ministero vigilante, etc. L’elenco è lungo, come è complesso aggredire tutte le problematiche in capo al Parco, avendo un organo vigilante assente. Non vogliamo pensare che questo atto sia frutto di un disegno politico, anche perché ciò apparirà chiaro nel momento in cui il Parco verrà commissariato e il nuovo commissario si insedierà. Vogliamo invece continuare a pensare che questa decisione del Ministero sia l’esito di mancati approfondimenti, valutazioni superficiali e semplificate, azioni non corroborate da accertamenti rigorosi, tutto ciò di cui necessita una decisione così importante per il destino di un organo periferico dello Stato. Il Presidente Tarcisio Agus

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