L’installazione è avvenuta a inizio maggio e già ha visto diversi turisti avvicendarsi nel suo utilizzo: «Il primo è stato un turista olandese, che pareva già sapesse dove mettere le mani», dicono Maurizio e Nicolò, che fanno parte della cooperativa Villa Abbas che gestisce sia il museo sia il sito archeologico di Santa Anastasìa.
La nuova postazione va ad aggiungersi a una già presente, con la differenza che con questo nuovo strumento il fruitore potrà accedere alla ricostruzione di diciassette ripristini virtuali tridimensionali, come quella del castello di Monreale o dell’area archeologica di Tharros, e poi chiese, domus de janas e tombe dei giganti, siti che ripercorrono la storia della Sardegna dal periodo pre-nuragico all’età moderna: «Grazie a questo progetto innovativo si potranno visionare molti siti che diversamente sarebbero inaccessibili - spiega Nicolò - ed è stato pensato sia per gli adulti che per i bambini».
Oltre alle ricostruzioni sono stati infatti inseriti anche giochi interattivi, il tutto coronato da riprese aeree e panorami virtuali, con tanto di ricostruzione degli ambienti e di elementi di vita reale, così come dovevano essere in origine.
Ha seguito il progetto Nicola Casti, consigliere con delega alla cultura: «L’installazione di questa postazione va ad arricchire il nostro patrimonio, diversificando l’offerta. Sardara è stata scelta, e questo la mette in risalto rispetto ad altri paesi del territorio. Auspichiamo che venga fruita il più possibile».
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