Le cause della mortalità di massa sembrerebbero attribuibili all’endoparassita (Haplosporidium pinnae). La sua raccolta è vietata e non è consigliabile il consumo alimentare visto come accumuli assorbendoli dal mare grandi quantità di inquinanti e patogeni. Proprio per questo motivo è stato utilizzato come indicatore dell'inquinamento marino (anche nucleare presso La Maddalena).
Vista la situazione preoccupante, la Regione Sardegna si mobilita stanziando 200 mila euro destinati ad approfondire lo studio del problema.
"Abbiamo verificato, con il Servizio tutela della natura e politiche forestali dell’Assessorato, le Aree Marine Protette e il servizio tecnico dell’Arpas, che la situazione è particolarmente critica e il tasso di mortalità allarmante" spiega l’assessore regionale all’Ambiente Donatella Spano, "e abbiamo deciso di tenere sotto osservazione il fenomeno, con la prosecuzione del monitoraggio in corso e dando il via ad altre attività parallele, quali ad esempio la tipizzazione genetica delle nacchere ancora in vita”.
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