Medio Campidano: strade provinciali dissestate


di Fulvio Tocco
Ricordate, quando alcuni ispiratori provinciali e qualche articolista accondiscendente scrivevano sulle condizioni delle strade della Provincia del Medio Campidano? Quando questi “giudiziosi” segnalavano il mancato sfalcio dell’erba a partire dall’ultima settimana di aprile? Era il periodo in cui l’istituzione intermedia, appena insediata, aveva fatto delle scelte ben precise chiedendo un mutuo alla Cassa depositi e prestiti per metterle in ordine, in quanto alcune, non venivano curate da trent’anni dalla provincia madre e con la strada Samassi - Villacidro pericolosissima perché ricevuta in eredità con le spallette dei ponticelli (in cemento armato) che sfioravano la carreggiata stradale. Per questa ragione, quest’ultima strada, fu tra le prime ad essere inserita in un Piano di ristrutturazione per eliminare lo stato di pericolo. Era anche il periodo in cui si recepì la normativa sulla multifunzionalità delle imprese agricole per assegnare agli agricoltori (attrezzati) la manutenzione ordinaria. Annualmente si predisponeva un programma di cura e veniva regolarmente attuato. Adesso i cittadini di diversi comuni stanno evidenziando lo stato di abbandono e di pericolo delle strade provinciali solcate dall’acqua e con dei pezzi di strada completamente distrutti. La pioggia di questi giorni, è vero, ha creato notevoli disagi sulle strade, che presentano buche sempre più grandi. Ma le piogge non hanno fatto altro che evidenziare ulteriormente lo stato di abbandono delle strade provinciali da quando la Provincia del Medio Campidano è stata cancellata. Ma è soltanto colpa della pioggia? Non è possibile attribuire le sole responsabilità ad un fenomeno naturale che si ripete periodicamente. Le cause del dissesto del manto stradale derivano dall’assenza di lavori pubblici. Non si può vivere alla giornata, rattoppando alla svelta e rincorrendo lavori straordinari che avrebbero potuto non rivelarsi come tali in presenza di una migliore programmazione. La Serramanna - Nuraminis e la Serrenti - Samassi, per esempio, sono l’emblema dell’indebolimento dell’Ente provincia voluto con forza dai “Riformatori” e dal governo regionale del periodo che finanziò il referendum anti territorio, anti impresa, anti cittadino, nel codardo silenzio delle altre forze politiche presenti in Consiglio regionale. Quel referendum, chiamato artatamente “anti casta”, ha prodotto il caos istituzionale attuale con il sistema delle province depotenziato a favore della Città metropolitana e a danno dei territori e delle popolazioni che ne son rimaste fuori. Ciò è avvenuto a causa di una incontrastata informazione imbrogliante. Anche i rattoppi ultimi non hanno migliorato la situazione di pericolo per cui è necessario un intervento risolutivo, non più rinviabile, per mettere in sicurezza il sistema delle strade provinciali. E’ ormai da diversi anni che non viene più fatta nessuna manutenzione importante, e pertanto molte di queste sono del tutto abbandonate a sé stesse, con gravi disagi e pregiudizio per i cittadini, i professionisti e le attività produttive che usano quelle strade. Per questo sarà necessario l’intervento dei Sindaci dei comuni interessati per dare il loro contributo alla soluzione della questione.

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