di Simone Muscas
La Marmilla fa registrare dati di raccolta differenziata migliori di circa otto punti percentuali a quelli del resto dell’Isola.
I numeri sono rilevanti anche a livello nazionale: se durante il 2020 il riciclo dei rifiuti nella penisola si attestava a circa il 63 per cento, nello stesso periodo nel territorio si è riusciti a differenziare circa l’81 per cento dei prodotti di scarto.
Eppure non mancano le criticità: su tutte la necessità di ridurre i costi del servizio e il bisogno di implementare la pratica del compostaggio domestico (con annessa la quota riduzione Tari) che nel 2020 veniva portata avanti da appena cento famiglie su 2.750.
«Vorremo attivare - spiega Marco Pisanu, presidente dell’Unione dei Comuni - nuove campagne di sensibilizzazione e incontri con i cittadini per provare a risolvere alcune criticità». Fra queste vi è anche la necessità di educare meglio le persone a un maggior rispetto per l’ambiente: nelle campagne del territorio si scorgono non di rado piccole discariche a cielo aperto.
A fronte di dati ambientali confortanti, si registra però un aumento del costo del servizio porta a porta di oltre due punti percentuali: se per questo nel 2019 l’Unione pagava 2 milioni e 141 mila euro, nel 2020 ha speso circa 50 mila euro in più.
Per il 2021 ci potrebbe addirittura essere un ulteriore aumento di spesa del 4 per cento.
Un rialzo del costo che però potrebbe essere scongiurato se potranno essere applicate alcune premialità che la Regione ha riservato all’Unione.
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