Marmilla, nuovo servizio di raccolta differenziata: fra lamentele e novità


di Simone Muscas
Sono sorte nell’ultimo periodo alcune lamentele per il servizio di raccolta differenziata nel territorio della Marmilla: secondo alcuni cittadini per via di qualche novità, da quando è stato pubblicato il nuovo calendario di raccolta, lo scorso primo novembre, si è verificata qualche inefficienza. Così Matteo Trudu, responsabile di una delle due imprese che gestiscono il servizio nel territorio: «Fra le novità rispetto al precedente calendario vi è un passaggio settimanale in più per il ritiro della plastica e uno in meno per il residuo secco: questo perché, per quanto riguarda la prima, si è registrato un aumento notevole del suo volume di raccolta rispetto al passato, quanto alla frazione secca non riciclabile, invece, si è invece ridotta tantissimo». Trudu spiega che le lamentele degli utenti riguardano soprattutto la questione legata al ritiro degli sfalci: «Col precedente sistema venivano ritirati sfusi, ora, invece, vanno conferiti nella frazione dell’umido per un massimo di quattro buste: chi produce grosse quantità di sfalci può richiedere, solo su prenotazione, un ritiro apposito il sabato. Questo cambiamento si è reso necessario perché nei contenitori adibiti a questi, oltre al peso eccessivo, talvolta capitava di trovarvi cenere o carcasse e feci di animali». Il nuovo servizio in Marmilla si avvale di un’ulteriore novità: è stato calendarizzata per un giorno alla settimana la raccolta dei pannolini su prenotazione: «Questi rappresentano sempre frazione del secco e non possono essere né smaltiti a parte né, tantomeno, riciclati.» conclude Trudu «Si è però deciso di operare in tal modo perché, vista la decrescente produzione generale del secco e considerando che di pannolini se ne continuano a produrre invece grosse quantità, non possono essere tenuti in casa troppi giorni per ragioni igieniche». Un dato, quest’ultimo, su cui le amministrazioni locali potrebbero riflettere per trarre nuove considerazioni: si potrebbe infatti valutare, per ridurre la produzione di pannolini usa e getta, di mettere in campo delle azioni quali, per esempio, la riduzione del costo nella cartella Tari per quei cittadini che utilizzano i pannolini lavabili anziché quelli usa e getta. Utopia? Stando a quanto succede fuori dal contesto Marmilla non sembrerebbe: alcuni Comuni italiani, infatti, adottano questa strategia già da tanti anni e con ottimi risultati.

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