La casa di Mario Piras si trova in un piccolo vicoletto al centro di Sanluri e, nascosta tra le altre case del circondario, passa inosservata.
In realtà, a un’occhiata più attenta, nasconde al suo interno un vero e proprio tesoro artistico.
La passione per l’arte di Mario Piras, pensionato di 74 anni, nasce tanti anni fa, quando, durante le sue lunghe passeggiate in campagna, vedendo le pietre nel suolo, immaginava di utilizzarle per costruire qualcosa.
Iniziò così, con pietre e cemento, a riprodurre case, chiese e monumenti in miniatura dando vita a delle vere e proprie opere d’arte.
«Ho fatto tanti lavori nella mia vita, sono stato panettiere, muratore… ciascun lavoro mi ha dato qualcosa e io ne ho fatto tesoro», ricorda Mario Piras: «Durante le passeggiate in campagna cerco le pietre, studio un progetto, preparo la base in cemento, sto attento alle tonalità e alle dimensioni giuste delle pietre in base al colore e alla grandezza della ricostruzione che voglio produrre e così inizio la realizzazione: le più grandi gioie stanno nelle piccole cose».
Tra le principali ricostruzioni spiccano la chiesa di San Martino e la chiesa di San Lorenzo, nonché una costruzione ispirata a Notre-Dame de Paris e la ricostruzione del Castello di Sanluri, realizzata venticinque anni fa e che ha impegnato il signor Piras per ben quattro anni.
Non solo ricostruzioni in miniatura, nel suo giardino risaltano anche i tantissimi mosaici con cui racconta la sua vita, celebra la storia della Sardegna e rende omaggio a pittori quali Leonardo Da Vinci, Caravaggio, Van Gogh, Modigliani, Tiziano e Raffaello riproducendone le opere d’arte.
«Ci vuole tanta fantasia, lo spirito e la voglia di dire “ci devo riuscire”: ci metterò uno, due, tre anni, ma alla fine devo vincere io. È una grande passione, è la voglia di non uscire sconfitto perché è una sconfitta non perseguire le proprie passioni», spiega il signor Piras: «Uno dei miei primi mosaici è stato la riproduzione della Gioconda di Leonardo. Nel 2009 mi trovavo in ospedale per problemi di salute e in un giornale lessi la storia del furto di quest’opera: più guardavo la sua foto e più ne restavo incantato così ho iniziato a studiare e dopo un anno sono riuscito finalmente a realizzarla!».
Una storia di passione, di determinazione e di rivincita che trova il suo epilogo in un sogno nel cassetto: «Il mio sogno? Vedere il mio Castello di Sanluri in miniatura esposto in un museo. Questa sarebbe la soddisfazione più grande», così Mario Piras.
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