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Giovanni Angelo Pinna[/caption]
Prima il test di gravidanza, poi visite varie nei nove mesi successivi per arrivare, alla fine della strada, alla corsa in ospedale per fare nascere il tanto atteso figlio o figlia.
Fin da prima del concepimento, anche per cercare di comprendere quale sia il giorno più fertile in cui è maggiore la possibilità di avere un figlio o figlia, non si fa attendere il ricorso alle tecnologie, sia programmi da installare nel proprio smartphone ma anche tablet, pc o tv più moderne, che hardware (veri e propri dispositivi fisici, alcuni anche registrati quali dispositivi medici nella banca dati nazionale del Ministero della Salute) o e-book sul “come avere figli” fino a “come crescere il proprio bambino” a “le malattie più comuni”.
Anni fa il trovato tecnologico più avanzato da utilizzare era un pennarello, magari rosso, e una classica agenda cartacea o un calendario dedicato, solitamente appeso in bagno dentro l’armadio di lei e lontano da “occhi indiscreti”, su cui appuntare qualsiasi informazione come inizio del ciclo, temperatura basale, muco cervicale ecc.
Oggi le App per il controllo del ciclo mestruale, dell’ovulazione e quella della gravidanza sono le più gettonate: inserendo nell’App “come ci si sente fisicamente” e varie altre informazioni, il software restituisce una ipotetica causa e fattore scatenante di quello stato fisico e psichico (perché anche la psiche varia nelle sue varie forme).
Poi ci sono i vari test diagnostici il cui uso è banale: immergi il tester, attendi tot minuti, leggi il risultato. Per le donne più tecnologiche, quelli più moderni che sfruttano anche l’elettronica e lo scambio di informazioni a distanza.
Tutte queste informazioni, oggi, vengono anche usate per essere condivise con il/la ginecologo/a di fiducia, non raramente ricorrendo a un consulto a distanza pure tramite invio di foto quanto più esplicative possibili.
Il metodo di Billings, ad esempio, è uno dei più gettonati dalle donne che vogliono diventare mamma: oggi l’intero metodo, prima cartaceo, può essere anche seguito in forma totalmente digitale, remota e tecnologica (anche l’analisi del muco cervicale) senza nemmeno preoccuparsi di dove si possa essere e senza doversi appuntare il promemoria “ricordami di controllare la consistenza” per segnare la sua limpidezza, elasticità e viscosità (pre e durante l’ovulazione) o sua densità e appiccicosità (post ovulazione)… fa tutto l’app e il “tester”.
Nella gravidanza, poi, si ricorre alle App che studiano la forma della pancia e tante altre informazioni per determinare, provare a determinare, se sarà maschio o femmina (le più buffe anche sul “come è stato concepito? Cosa avete mangiato il giorno e “come è stato fatto l’amore anche sotto l’aspetto della serenità psichica del momento”?
Si arriva poi alle App e tecnologie per la crescita del bambino e, non assenti, anche quelle per lo screening neonatale come ad esempio quelle per la colestasi con affidabilità vicina al 100%.
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