Il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu[/caption]
All’incontro ha partecipato il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, che ha sottolineato il legame tra l’Università e il Comune, evidenziando la volontà di continuare nella collaborazione tra i due enti.
“L’Università – ha aggiunto Pivato - deve maturare in tutti noi la consapevolezza che il suo ruolo è quello di contrapporsi al silenzio delle idee e al clamore fragoroso e scomposto dei linguaggi, dalla politica ai media”.
“Quella dell’Ateneo di Cagliari è stata - ha dettagliato Giancarlo Nonnoi, storico della cultura – una storia di lotta per la sopravvivenza in alcuni momenti e di grande sviluppo in altri, tra la trasformazione e l’adattamento. Questa sorta di dialettica tra l’andare avanti e il rischiare di morire nasconde uno spirito delle origini che è riuscito a creare intorno alle sue finalità – essere centro della formazione delle élite isolane e quindi volano di sviluppo – un’alleanza tra diversi soggetti. Primo tra tutti con il Comune, che volle con forza l’Ateneo e si fece carico dopo il declassamento del suo funzionamento e dei conflitti con l’autorità centrale. Ci sono state sempre sinergie e simpatie intorno al suo progetto, non solo intorno alla sua istituzione”.
“C’è qualcosa in più che il libro racconta bene – ha sottolineato il Rettore Del Zompo – ed è il peso delle scelte che grava sulla figura del rettore. Penso alla vicenda di un uomo di scienza rettissima come il prof. Brotzu che ha scoperto le cefalosporine, quando si è trovato di fronte a un dilemma angoscioso, cioè il rischio di chiudere l’università o obbedire a una legge iniqua che gli imponeva di espellere i docenti ebrei. Ma anche a rettori come Peretti che ha commissionato le bellissime statue per l’atrio o Casula che capendo i tempi aveva posto le basi per la Cittadella universitaria, completata dai colleghi qui presenti, come i proff. Mistretta e Melis”.
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La presentazione del libro[/caption]
“Il volume nasce da un progetto voluto dal Rettore Del Zompo alcuni anni fa – ha spiegato Francesco Atzeni, docente di Storia contemporanea – ed è frutto della stretta collaborazione tra storici e archivisti del Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali e di un’ampia ricerca svolta nell’archivio storico dell’Ateneo”. Archivio rappresentato dalla direttrice, Cecilia Tasca: “L’archivio Storico dell’Università di Cagliari – ha detto la prof.ssa - è passato dai tradizionali strumenti archivistici, necessari per la consultazione dei documenti, alle nuove tecnologie digitali ponendosi all’avanguardia nel panorama degli archivi universitari italiani ed europei”.
I tre ricercatori autori dell’opera ne hanno quindi illustrato brevemente i contenuti, raccontando anche le difficoltà del lavoro svolto. "Le schede biografiche dei primi Rettori presentano dei ‘vuoti temporali’ – ha avvertito Mariangela Rapetti - Per alcuni periodi, infatti, non è stato possibile risalire al Rettore in carica. Oltre all'assenza di documenti, dobbiamo considerare i fatti di grande portata storica che hanno avuto un impatto sull'Università. Basti pensare che non sappiamo se ci fu, e chi fu, il rettore negli anni immediatamente successivi alla peste che colpì Cagliari tra il 1655 e il 1656. L'attività accademica, molto probabilmente, fu congelata, ma fino a quando? I documenti testimoniano il Rettore Giorgio Carcassona nel 1654 e poi, fino al Rettore Francesco Gallo, in carica nel 1664, gli archivi non hanno restituito notizie”.
"Le grandi trasformazioni amministrative – ha detto Eleonora Todde - come la carica di rettore assente dal 1764 al 1842, e i nuovi assetti istituzionali successivi al declassamento voluto dal ministro Matteucci sono stati studiati grazie a fonti inedite del Carteggio dell’Ateneo che ha, anche, permesso di ricostruire le biografie dei rettori con indicazioni precise su incarichi, date e indirizzi politici e gestionali".
“Raccontare le vicende dell’Ateneo tra Novecento e anni Duemila – ha concluso Gianluca Scroccu - ha significato rivivere le emozioni e i pensieri di chi ha attraversato le nostre aule e i nostri uffici in contesti molto diversi, lasciandoci un’eredità di sapere e passione inclusiva per lo studio che dobbiamo e vogliamo coltivare”.
L’evento è stato trasmesso in diretta streaming sul sito e sui social dell’Ateneo, sulla pagina facebook del Comune di Cagliari e sul sito web della Fondazione di Sardegna.
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