“Il vostro dolore è il nostro dolore. Le vostre lacrime sono le nostre lacrime”, hanno detto gli amministratori dell’Unione Marmilla, “le immagini di case, edifici e aziende agricole distrutte, animali morti, boschi ridotti a una distesa di cenere, alberi millenari che hanno resistito, appunto per secoli e che ora non esistono più, spazzati via dalle fiamme, ci hanno fatto male. E’ un colpo al cuore per un patrimonio andato in fumo, per persone che hanno perso tutto, i sacrifici di una vita”.
I sindaci dell’Unione Marmilla hanno proseguito: “Siamo vicini ai colleghi dei comuni dell’oristanese e del nord Sardegna. E siamo sicuri che troveranno la forza di non arrendersi, di fronte a un disastro immane. E siamo sicuri che lo faranno assieme alle loro comunità. Perché noi sardi siamo gente fiera, che non si arrende e che riesce, ogni volta, a ricominciare, a rinascere, anche quando tutto sembra perso”.
Un appello dell’Unione: “A tutti gli enti competenti: non lasciate sole questa comunità. Servono interventi concreti e immediati e l’attenzione su questi paesi devastati deve continuare anche quando si spegneranno i riflettori della cronaca. L’Unione di Comuni Marmilla farà la sua parte”.
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