Si chiama Monica Carrucciu e, lo scorso 28 maggio, ha conseguito la laurea specialistica in ingegneria chimica. Anche la sua, come altre in questo periodo di emergenza pandemia, è stata una tesi discussa dalla propria abitazione con la commissione di laurea in collegamento streaming. «Ricorderò la discussione della mia tesi di laurea come una giornata completamente diversa da quella che ho sempre immaginato di poter trascorrere» ha spiegato Monica «nonostante tutto, pur nella sua singolarità, saranno momenti che porterò nel cuore per tutta la vita». [caption id="attachment_70731" align="alignleft" width="250"]
Monica Carrucciu[/caption]
La preparazione della tesi di laurea dal titolo “Studio sulla digestione anaerobica di rifiuti alimentari per la produzione di sostanze chimiche” è stato un percorso a ostacoli soprattutto per via della pandemia: «Lo scorso anno sono stata in Scozia per preparare il mio lavoro finale» ha continuato la neo dottoressa in ingegneria chimica «ed è proprio attraverso quell’esperienza all’estero che ho raccolto tanti dati utili per ultimare il lavoro di preparazione della tesi di laurea. I maggiori intoppi, semmai, li ho avuti proprio a causa del lockdown: non solo i classici problemi di connessione alla rete web, ma, soprattutto, l’assenza di un rapporto più diretto e libero con i docenti, i relatori e i colleghi: credo, a tal proposito, sia venuto meno l’elemento più importante, quello del continuo relazionarsi appunto, che contraddistingue un qualsiasi percorso universitario».
Una piccola festa a fine giornata con le persone più vicine, ha poi suggellato quella che, a tutti gli effetti, è stata una giornata da custodire nel cassetto dei ricordi. La fine di un percorso e l’inizio di una nuova epoca di vita con ancora tanti sogni da realizzare: «Mi piacerebbe lavorare nel settore ambientale» conclude Monica «ho tante speranze, anche se, al momento, non ho un’idea chiarissima su ciò che farò “da grande”. Non sono spaventata, anzi, sento di avere grande curiosità per ciò che verrà: quest’esperienza vissuta in piena pandemia, infatti, mi ha insegnato che anche se quello che si immagina non si realizza come previsto, ciò che si raggiunge può essere comunque altrettanto, se non di più, soddisfacente. Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini, dai miei genitori al mio ragazzo sino a tutte le persone che hanno condiviso con me la gioia per questo mio traguardo professionale».
Simone Muscas
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