di Antonio Obinu
Il 7 aprile nella Biblioteca dell'Istituto Einaudi si è tenuto un incontro mirato alla sensibilizzazione e sostegno per progetti di ricerca, formazione e informazione sul tumore ovarico. Hanno partecipato la sig.ra Maria Fois Maglione, fondatrice dell'Associazione ONLUS “Il Giardino di Lu” e la dott.ssa Manuela Neri, medico oncologo dell'ospedale Businco di Cagliari. Ha svolto il ruolo di moderatore la professoressa Dorotea Mascia coadiuvata dalla dottoressa Rita Pireddu, esperta che collabora con l’istituto nell’organizzazione e programmazione di eventi legati alle tematiche del territorio. Hanno assistito in presenza le classi 5aA, 5aB e 4aB dell’indirizzo socio sanitario. Gli altri allievi, nel rispetto delle norme di prevenzione al Covid hanno seguito l’incontro collegati in streaming dalle proprie aule.
Il dibattito è stato aperto dall’intervento della signora Maria che ha spiegato il senso dell’associazione che rappresenta: “Raccontiamo le nostre storie e ascoltiamo le storie degli altri allo scopo di tenere viva questa fitta rete di solidarietà.
I tulipani sono considerati il fiore dell’amore, un fiore bello ma anche molto delicato. Per noi è diventato la porta di accesso per parlare con le persone e trasferire amore e bellezza”. L’attività dell’associazione è testimoniata dai numeri che possiamo leggere direttamente dalla home page del sito ufficiale: dal 2017 più di 400.000 tulipani distribuiti e donati; oltre 50.000 persone hanno visitato il giardino e 60.000 Euro donati al sistema della ricerca e dell’informazione.
È stata anche l’occasione per ricordare il prossimo appuntamento con il Giardino di Lu, infatti Domenica 8 Maggio è previsto un importante evento in coincidenza con la giornata dedicata alla mamma.
Durante la manifestazione sono stati ricordati anche altri numeri, quelli riferiti all’incidenza del tumore ovarico che in Italia colpisce circa 5.200 donne ogni anno, secondo i dati riportati nel rapporto “I Numeri del Cancro in Italia, 2020”
È al decimo posto tra le forme tumorali più diffuse e costituisce il 3 per cento di tutte le diagnosi di tumore.
La percentuale di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è del 40 per cento circa, soprattutto perché in molti casi la malattia viene diagnosticata quando è in fase già avanzata, ma i dati stanno migliorando grazie ai continui sforzi dei ricercatori.
Il rapporto “Global Cancer Statistics 2020” mostra che a livello globale il tumore ovarico rappresenta il 3,4 per cento circa di tutti i tumori femminili, con un’incidenza maggiore nei Paesi a reddito alto e molto alto (7,1 per cento) rispetto ai Paesi a reddito medio e basso (5,8 per cento). (fonte Fondazione AIRC)
L’intervento della dottoressa Manuela Neri, oltre a portare i partecipanti a riflettere su questi dati, ha voluto affrontare il tema del supporto e sostegno alle persone colpite dalla malattia: “La diagnosi della malattia è una catastrofe per la persona a cui viene riscontrata, però dobbiamo sempre ricordarci che non siamo mai soli nell’affrontare la malattia; esistono infatti centri medici che ci danno un supporto non solo dal punto di vista medico ma anche da quello psicologico, nutrizionale e umano. Aspetto altrettanto fondamentale nella fase di guarigione.
Le associazioni come quella fondata da Maria sono fondamentali per non far sentire la persona sola ed aiutarla in questo percorso specifico”.
Sullo stesso tema il concetto espresso dalla professoressa Dorotea Mascia: “La prevenzione è importante perché ci permette di controllare la nostra vita e di viverla al meglio; allo stesso tempo è fondamentale il supporto che possiamo avere da strutture attrezzate, come già sottolineato in altri interventi; strutture che oltre a garantire cure adeguate danno anche il giusto sostegno psicologico, fondamentale nel superare momenti difficili come chi è colpito da una malattia così aggressiva. Rinchiudersi nel dolore ci fa precipitare nella depressione.
Dobbiamo avere il coraggio di curarci ma innanzitutto di informarci”.
I bulbi venduti a scuola a scopo benefico sono letteralmente andati a ruba e questa è un’altra testimonianza sia del successo della manifestazione, ma soprattutto di come l’Einaudi sia vicino alle problematiche che interessano la nostra società, parte integrante della programmazione scolastica.
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