Lipedema e approccio multidisciplinare


di Andrea Vacca*
Il Lipedema è una patologia ancora poco conosciuta, poco diagnosticata, ereditaria, progressiva, cronica, infiammatoria e potenzialmente invalidante che interessa il tessuto adiposo sottocutaneo. Colpisce prevalentemente il sesso femminile con una incidenza dell’11% , spesso confusa con l'obesità, in quanto, caratterizzata da un accumulo di grasso a livello degli arti inferiori e può interessare anche le braccia con esclusione di mani e piedi. Esistono, dunque, cinque tipizzazioni:
  • fianchi e glutei (tipo 1)
  • dai fianchi alle ginocchia (tipo 2)
  • dai fianchi alle caviglie (tipo 3)
  • braccia e arti inferiori (tipo 4)
  • gambe, dal ginocchio alla caviglia (tipo 5)
L'aumento del volume delle zone interessate dalla patologia è bilaterale e simmetrico, può portare progressivamente a difficoltà motoria, spesso dolore al tatto e alla pressione, incidendo sulla qualità della vita del paziente. La causa non è ancora nota, si suppone che la patologia abbia una base genetica oltre ad essere legata, presumibilmente, anche a disordini ormonali, vista la tendenza a manifestarsi verso la fine della pubertà o durante la gravidanza o menopausa, quindi nelle fasi in cui la donna è più soggetta a sbalzi ormonali. Per una corretta diagnosi è opportuno rivolgersi al linfologo, medico specialista nella cura delle patologie che interessano il sistema linfatico. I sintomi sono gonfiore, ematomi, dolore, edema, senso di affaticamento. Viene classificata in quattro stadi a seconda del grado di sviluppo e della sintomatologia. Il quarto stadio è quello più grave con presenza di lipo-linfedema: l'edema diventa persistente e interessa anche mani e piedi, si manifesta il segno della fovea, fossetta transitoria in seguito a digitopressione nella zona interessata. É fondamentale associare alla terapia medica anche un approccio nutrizionale specifico e personalizzato sul paziente, un supporto fisioterapico e attività fisica a basso impatto, meglio se svolta in acqua. A oggi non esiste una cura risolutiva ma è possibile comunque stabilizzare la patologia evitando un suo peggioramento. Quale strategia nutrizionale adottare? In genere chi soffre di lipedema ha difficoltà a dimagrire nelle zone interessate dalla patologia. Il piano dietetico dovrà essere personalizzato e avere come fine ultimo la riduzione dello stato infiammatorio e del peso, in caso di sovrappeso o obesità, migliorando, in questo modo, i sintomi quali l'edema e il dolore. Il regime dietetico antiinfiammatorio sarà, dunque, caratterizzato da una forte riduzione di alcuni alimenti che tendono a stimolare l'insulina, visto che, in chi soffre di lipedema, il grasso è insulino-sensibile. Pertanto, è opportuno seguire diligentemente le indicazioni fornite dal proprio nutrizionista, evitando il fai da te o, peggio, le indicazioni elargite dal “guru” del momento. I regimi dietetici più consigliati per questo tipo di disturbo sono la dieta chetogenica e la dieta Rad (Disturbo Adiposo Raro), proprio perché agiscono riducendo l'infiammazione. In generale, vanno evitati gli zuccheri semplici perché stimolano il rilascio di insulina oltre ad avere un'azione proinfiammatoria a livello intestinale, gli alcolici ed i cibi raffinati. Si consiglia, invece, il consumo di frutta e verdura, legumi, pesce pescato, uova e carni bianche biologiche. *biologo nutrizionista Mail: biologo.nutrizionista@virgilio...  

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