Libro “Utopie mascherate”, il contributo della serramannese Claudia Atzori


Nella sala eventi nella Mediateca del Mediterraneo è stato presentato al pubblico il volume “Utopie mascherate – Da Rousseau a Hunger Games”, autori vari. A cura di Emiliano Ilardi, Annamaria Loche e Martina Marras, 256 pagine Collana Nautilus,  Meltemi editore (MI). Durante l’incontro, moderatrice Elisabetta Gola, gli autori presenti hanno esposto una sintesi sul libro che raccoglie una serie di riflessioni (dieci in tutto) su grandi temi della filosofia, attraversate da contestualizzazioni storiche e sociologiche attinte da fonti classiche, dalla produzione letteraria europea e dai più vicini argomenti di attualità che caratterizzano il mondo contemporaneo. Accomunati dall’intento di mettere in luce e approfondire utopie e distopie – prodotte, sperate o immaginate – frutto della ragione e del sentimento umano, gli autori offrono uno stimolante invito alla lettura. Si segnala, molto interessante, l’analisi sul problema della maternità e della condizione esistenziale della donna nel contesto di un dominio sociale e di potere culturale maschile manifestatisi in tempi più o meno recenti. I riferimenti di natura scientifica e le citazioni accademiche presenti nel testo - la professoressa Loche è ben nota negli studi storico filosofici di argomento politico - offrono una lettura impegnata ma non impediscono al lettore medio, sollecitandone la curiosità, una fruizione gradevole che si adatta tanto allo studente universitario per il proprio processo di apprendimento e maturazione intellettuale, quanto al normale appassionato di storia contemporanea. Il pubblico più giovane e magari i loro genitori potranno trovare altrettanto interessanti le considerazioni relative alla condizione adolescenziale vissuta come età di grandi utopie per antonomasia e di potenzialità assopite e – più o meno deliberatamente – represse dalla cultura dominante. Tra gli altri, anche il contributo di Claudia Atzori che con un proprio saggio dal titolo “Eguale rispetto per le persone” ispirato alla filosofia politica contemporanea – ambito di indagine nel quale di recente ha conseguito un dottorato di ricerca – argomenta sull’universalità normativa razionale dell’agire morale e sulla definizione di rispetto soggettivo interpersonale, caratteri nei quali si modella la convivenza civile. Da qui, il discorso sulla democrazia costituisce punto di partenza – e nucleo - nella tesi della giovane ricercatrice serramannese che concentra l’attenzione sulle prospettive di effettivo riconoscimento reciproco come - e fra - esseri umani. Traguardo, questo, raggiungibile nel tempo secondo una gradualità di processo, che inevitabilmente coinvolge più generazioni e che implica modalità desiderabili, ma non sempre possibili ovvero opportune. Sullo sfondo prende quindi forma l’utopia, nella sua definizione più antica e nobile. Giovanni Contu

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