Guspini, lettera alla comunità di Is Boinargius dal parroco don Claudio Marras


Santa Pasqua 2021 Carissimi Fratelli e Sorelle di questa Comunità, desidero rivolgere a tutti e a ciascuno di voi l’augurio che possiate vivere in pienezza questa Pasqua, in un tempo, come questo che viviamo e al quale sopravviviamo, segnato dalla sofferenza e dalla preoccupazione di tanti. Nelle situazioni di dolore, spesso silenzioso e segreto, ma non per questo meno duro, sentiamo tutti, io con voi, il bisogno di una luce, il bisogno di speranza, il bisogno di un richiamo forte e sicuro che ci parli di liberazione e di salvezza. Ebbene per noi cristiani quella liberazione e quella salvezza hanno il volto del Crocifisso Risorto: Lui solo segna il passaggio definitivo dalla morte alla vita; il passaggio fondamentale, soprattutto oggi in tempo di pandemia, dall’uomo che dispera all’uomo che spera. Sono profondamente convinto che questa situazione terribile di fronte alla quale proviamo un senso di smarrimento e di angoscia, e di sempre maggior incertezza, riusciremo a superarla nella misura in cui facciamo memoria di quello che la storia ha passato, ha vissuto e ha superato; e nell'ottica della fede, ciò che ci spinge ad andare avanti e a guardare con speranza al futuro, è il ricordo dei benefici che Dio ha concesso, lungo i secoli, alla storia dell'umanità. Dio non ha mai abbandonato il suo popolo, al di là dei meriti che ne avesse: non ce ne dimentichiamo mai! E soprattutto, non dimentichiamo mai che, se Dio ha mandato suo figlio nel mondo, non lo ha fatto per condannare il mondo, ma perché il mondo fosse salvato per mezzo suo. Ma per essere salvati, quel Figlio, Gesù,  lo dobbiamo incontrare, riconoscere;  dobbiamo avere o ri – avere il desiderio di “vederlo”, cosa che non è sempre facile nello stordimento e nell'affanno della nostra esistenza, spesa fin troppo a cercare che qualcuno ci guardi, ci veda e ci riconosca. Ingoiati da una smania di visibilità, preferiamo essere guardati, visti, riconosciuti, piuttosto che guardare, vedere e riconoscere Gesù, che, instancabile maestro di misericordia, ci aspetta, comunque, agli angoli delle nostre esistenze, ai crocicchi delle nostre coscienze, per restiturci luce e speranza di riscatto. L’augurio è che il nostro sguardo si innalzi al Legno della Croce per essere attirati da Cristo e con lui essre salvati. Trascorrete serenamente la Pasqua, Fratelli e Sorelle; trascorrete quel giorno in grande serenità, perché in Cristo Risorto il cuore e la mente si aprono a prospettive infinite e qualunque preoccupazione ci circondi, L’UOMO HA SEMPRE UNA SPERANZA!!   Don Claudio Parroco pro tempore         

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