di Giacomo Pitzalis
Leonardo da Vinci: genio, inventore e, adesso, anche eroe a fumetti.
Dell’uomo che primeggiò in ogni campo dello scibile si è detto tanto e in moltissimi modi ma stavolta è la Sergio Bonelli Editore a darci il proprio punto di vista sul personaggio. Nel volume Leonardo - L’ombra della congiura, speciale della collana Le Storie, l’editore meneghino ha voluto riproporre in formato classico la storia già apparsa l’anno precedente nell’omonimo albo cartonato, chiamato a celebrare i 500 anni dalla dipartita del Maestro. L’avventura, che vede ai testi Giuseppe De Nardo per i magistrali disegni di Antonio Lucchi, si dirama all’interno della “storia ufficiale”, tra città come Firenze, dilaniata dalla “Congiura dei Pazzi”, Milano e Amboise, chiamate a fare da palcoscenico per l’intera vicenda.
«Disegnarle è stato un lavoro lungo e impegnativo - racconta Antonio - perché oggi questi luoghi sono cambiati rispetto al periodo in cui è ambientata la storia. Ho dovuto incrociare e recuperare dati, foto e dipinti per risalire alla conformazione di Firenze e, soprattutto, di Milano.»
Ma il Leonardo illustrato dal fumettista sassarese non è quello “classico”, canuto e avanti negli anni, bensì una versione giovane ed eclettica, la cui curiosità lo rendeva tanto geniale quanto stravagante.
«Ritrarlo è stato il primo scoglio da superare, quello che più di tutti mi ha fatto tremare i polsi. Il Leonardo protagonista del racconto ha trent’anni e per svilupparlo ho usato come base un suo autoritratto abbozzato nel Codice sul volo degli uccelli, insieme al ritratto eseguito dall’assistente Melzi.»
Ulteriore sfida è stata quella di cimentarsi con la riproposizione delle tele originali di Leonardo, che baluginano tra una tavola e l’altra.
«Ho deciso fin da subito che non le avrei ridisegnate, optando per inserire le opere originali. Il mio lavoro si è focalizzato sull’uniformare la tavolozza cromatica ai suoi capolavori, in modo da non creare uno stacco troppo netto. Per L'Ultima cena ho realizzato un mix tra l'originale e una copia, opera del Giampietrino. Questo perché Leonardo tentò una soluzione nuova per l'affresco che, però, non diede i suoi frutti e ne spense i colori col passare del tempo.»
Antonio, dopo la grande prova su L’Inquisitore (sempre per Sergio Bonelli Editore), dà ancora una volta sfoggio del proprio talento, questa volta rendendo onore ad uno dei più grandi geni dell’umanità.
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