Il progetto iniziale prevedeva infatti la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 28 Mw aggiunto al Csp. Ora invece l’Eni ripiega dal progetto iniziale e annuncia la realizzazione di un altro impianto fotovoltaico da 10 megawatt.
Filctem Cgil, Femasa Cisl e Uiltec Uil, però, non ci stanno e annunciano iniziative. «Senza il Csp, l’investimento che ora intende attuare la Sindyal non garantirebbe lo sviluppo e la crescita che era stata annunciata della zona industriale di Macchiareddu», lamentano i sindacalisti.
Da qui l’annunciata «mobilitazione dei lavoratori che chiedono il rispetto degli impegni presi con la Regione dall’amministratore delegato della Sindyal Claudio De Scalzi». Rammaricato per la ridefinizione dell’investimento Eni anche l’assessore all’Urbanistica del Comune di Assemini Gianluca Mandas: «È un peccato che la Regione si sia lasciata sfuggire questo importante investimento allontanatosi per i ritardi burocratici che male si adattano con le iniziative imprenditoriali». Intanto l’amministrazione comunale sta trattando con la stessa Sindyal per ottenere una compensazione da 600 mila euro per la realizzazione del primo impianto fotovoltaico da 38 megawatt. Una consolazione. Magra, rispetto le aspettative di appena due anni fa.
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