Le novità sulle pensioni per l’anno 2023


di Mauro Marino
  [caption id="attachment_106855" align="alignleft" width="199"] Mauro Marino[/caption] In ambito previdenziale sono state finalmente pubblicate dall’INPS le circolari esplicative sulle novità introdotte nella legge bilancio. Le principali novità che scadono il 31/12/2023 sono Quota 103, Ape Sociale, Opzione Donna. QUOTA 103 Possibilità di pensionarsi ai lavoratori ed alle lavoratrici che nel corso del 2023 raggiungono i 41 anni di contributi sommati ai 62 anni di età. Questa norma sostituisce la vecchia quota 102 (38 anni di contributi + 64 anni di età) che valeva per il solo 2022 e al pari della quota 100 (38 di contributi + 62 anni di età) in vigore dal 2019 al 2021 ne cristallizza il diritto. Per cristallizzazione del diritto si intende che coloro i quali avevano maturato i requisiti negli anni di valenza della legge ne possono usufruire, successivamente, in qualsiasi momento. Possono accedere alla Quota 103 gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria ed i titolari di gestione separata ma tale beneficio non è consentito né ai militari delle forze armate né alle forze dell’ordine. Rimangono le finestre d’uscita che sono di tre mesi per i dipendenti privati ed i lavoratori autonomi e di sei mesi per i dipendenti pubblici. Per coloro che hanno raggiunto i requisiti entro la fine dell’anno 2022 la prima finestra d’uscita è quella del 1° aprile 2023 per i dipendenti privati ed autonomi e del 1° agosto 2023 per i dipendenti pubblici. Per i lavoratori della scuola il pensionamento avviene solamente una volta esattamente il 1° settembre 2023. La limitazione che ha Quota 103 è che viene introdotto un tetto all’importo dell’assegno previdenziale il quale non può superare di cinque volte il trattamento minimo (2.818 € lorde mensili) fino al raggiungimento del pensionamento di vecchiaia fissato a 67 anni. Inoltre chi usufruisce di tale opportunità non può fino al raggiungimento dell’età della pensione di vecchiaia avere altri compensi se non da lavoro autonomo occasionale fino ad un massimo di 5.000 € annui e, infine, per i dipendenti pubblici l’erogazione del TFR/TFS avviene tenendo conto non della data del pensionamento ma della data del raggiungimento della pensione di vecchiaia (67 anni) o della pensione anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne) a cui bisogna aggiungere rispettivamente la tempistica prevista di 15 o 27 mesi. APE SOCIALE Esiste la possibilità di pensionarsi (lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata) a chi si trova in una di queste situazioni:
  1. Disoccupati con almeno 63 anni di età ed almeno 30 anni di contribuzione e che abbiano integralmente esaurito la prestazione della disoccupazione a loro spettante;
  2. Caregivers con almeno 63 anni di età ed almeno 30 anni di contribuzione che al momento della richiesta assistano da almeno 6 mesi il coniuge o un parente convivente con handicap in situazione di gravità (legge 104, art 3, comma 3);
  3. Invalidi civili con almeno 63 anni di età ed almeno 30 anni di contributi riconosciuti invalidi civili almeno al 74%;
  4. Lavoratori che svolgono lavori cosiddetti gravosi, ulteriormente ampliati nel corso dell’anno 2022, con almeno 63 anni di età ed almeno 36 di contribuzione, (per alcune categorie particolari come dipendenti di imprese edili o ceramisti sono sufficienti 32 anni di contribuzione) e che al momento della domanda abbiano effettuato almeno sei anni negli ultimi sette o almeno sette negli ultimi dieci.
Per le donne, inoltre, è prevista una riduzione dei requisiti contributivi di dodici mesi per ogni figlio fino ad un massimo di due (possibilità di scendere a seconda dei casi a 34 anni, anziché 36 ed a 28 anni anziché 30). L’Ape Sociale non costituisce un trattamento pensionistico bensì un accompagnamento alla pensione con un importo che non può superare i 1.500 € lordi mensili (circa 1.150 € netti), per dodici mesi (è esclusa la tredicesima) e non gode di eventuali rivalutazioni in base al costo della vita. OPZIONE DONNA Possono accedere ad Opzione Donna le lavoratrici che abbiano almeno 60 anni di età sia dipendenti che autonome unitamente a 35 anni di contributi e che abbiano raggiunto entrambi i requisiti entro il 31 dicembre 2022 (a differenza di Quota 103 i cui requisiti possono essere raggiunti anche entro il 31/12/2023). Il requisito dell’età anagrafica viene scontato di un anno per ogni figlio fino ad un massimo di due figli. Rimane la finestra di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e di 18 mesi per le autonome per godere dell’effettivo pensionamento. A differenza del passato possono accedere all’istituto di Opzione Donna solamente
  1. Lavoratrici “caregiver” che al momento della richiesta di prepensionamento assistano da almeno 6 mesi il coniuge od un parente convivente in situazione di gravità (legge 104, art. 3 comma 3);
  2. Lavoratrici invalide civili almeno al 74%;
  3. Lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese per le quali è stato dichiarato lo stato di crisi.
Analogamente alla Quota 103 esiste la cristallizzazione del diritto anche per Opzione Donna per quelle lavoratrici che raggiungono i requisiti entro il 31/12/2022. Queste ultime potranno esercitare il loro diritto in qualsiasi momento anche negli anni successivi.  

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