Le Segreterie Regionali sarde Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil contestano le delibere regionali dove vengono considerate decadute le concessioni idroelettriche in capo a Enel Produzione SpA e trasferiti all’Ente Acque della Sardegna a partire dal 1 gennaio 2019, gli asset di produzione e la gestione degli stessi oltre a individuare il personale Enel attualmente impiegato nell’esercizio di quegli impianti da trasferire all’Enas esprimendo preoccupazione su tre punti: sulle modalità di incorporamento degli asset industriali in capo alla Regione Sardegna effettuato in maniera inusuale e senza un preventivo dialogo con le organizzazioni sindacali; sulle ricadute occupazionali e sugli investimenti nel settore che gli atti assunti comportano; sulle conseguenze nella gestione della sistema elettrico regionale in quanto le centrali interessate al passaggio sono integrate nella rete elettrica e garantiscono la riaccensione della rete in caso di black out. Secondo le tre sigle sindacali «l’iniziativa della Regione rischia di provocare ulteriori conflitti legali che nelle esperienze passate non hanno portato vantaggi alla Sardegna e su questi temi così delicati, le organizzazioni sindacali ritengono necessario attivare confronti e non scontri per trovare le migliori soluzioni per la Regione».
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