L’assessore Arru questa mattina in un incontro a Cagliari ha difeso la riforma sanitaria regionale


«Non c’è alcuna volontà di dismettere né l’ospedale di Ghilarza né gli altri piccoli ospedali della Sardegna. Semmai è vero il contrario perché di comune accordo con il Consiglio regionale, la Giunta si oppone a quanto stabilito dal Decreto ministeriale n. 70/2015». Così l’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru questa mattina nel corso di un incontro in Consiglio regionale con il Comitato di cittadini al quale hanno partecipato il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau, i capigruppo, i consiglieri regionali dell’Oristanese e il sindaco Alessandro Marco Defrassu. «Stiamo cercando di tutelare ciò che il Ministero della Salute ci contesta», sottolinea Arru, «e cioè la presenza di un piccolo ospedale a poca distanza da Nuoro e Oristano. Ci sono alcune criticità, è vero, ma stiamo lavorando per superarle, a cominciare dallo scorrimento delle graduatorie per far fronte alle carenze delle piante organiche. Non può essere vissuto tutto»,  sottolinea l’assessore regionale alla Sanità, «come un complotto contro una specifica comunità e non è vero che si guardi soltanto alle realtà più grandi perché l’Areus ha sede a Nuoro ed è un modello di gestione molto importante dell’emergenza-urgenza». Una riforma così importante, com’è quella della sanità comporta ovviamente resistenze e reazioni. «Però bisogna fare valutazioni serene sulla base dei dati reali»,  rimarca Arru, «perché a Ghilarza, per esempio, penserei ad un accentramento delle competenze sulle malattie legate all’invecchiamento come la demenza senile anche in considerazione dell’età media piuttosto elevata della popolazione di quel territorio. Purtroppo abbiamo una visione della sanità che non possiamo più permetterci: occorre modificare l’approccio anche alla luce delle novità sotto il profilo medico-scientifico e in alcuni casi, per esempio, non è più necessario ricorrere a lunghe degenze ospedaliere come accadeva in passato e di questo dobbiamo tenere conto quando facciamo certe valutazioni».

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